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Ambiente, NBFC Upskilling: selezionati i 10 vincitori del percorso formativo

Ambiente, NBFC Upskilling: selezionati i 10 vincitori del percorso formativo

Sull’innovazione nella Biodiversità guidato dal CNR con Deloitte e Luiss Business School

Roma, 13 nov. (askanews) – Sono stati resi noti i 10 vincitori del percorso NBFC Upskilling, l’iniziativa di eccellenza dedicata a giovani talenti e manager dell’innovazione impegnati nella tutela e valorizzazione della biodiversità. Promosso da CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche e da NBFC (National Biodiversity Future Center), primo centro di ricerca nazionale sulla biodiversità finanziato dal PNRR-Next Generation EU, in collaborazione con Deloitte e Luiss Business School, il programma ha avuto l’obiettivo di formare una nuova generazione di innovatori in grado di trasformare idee ad alto impatto ambientale in progetti concreti e sostenibili. I vincitori, Antonino Esposito, Fabrizio Guarrasi, Simone Barrella, Umberto Maritano, Claudia Pala, Chiara Antonucci, Alessio Brandolese, Luca Barani, Andrea Toso e Beatriz Castelar. selezionati tra numerose proposte, hanno ricevuto un premio di 30 mila euro ciascuno per sostenere lo sviluppo delle loro imprese innovative.

Da luglio a ottobre 2025, informa una nota, 58 partecipanti scelti tra oltre 100 candidati al Bootcamp di Roma hanno seguito un percorso formativo intenso e multidisciplinare, guidato da docenti universitari, esperti di biodiversità, innovazione tecnologica, comunicazione, gestione d’impresa e professionisti Deloitte. Sei Journey specialistici, svolti in città italiane di grande rilievo scientifico e ambientale come Roma, Lecce, Milano, Cesenatico, Venezia e Palermo, hanno unito formazione teorica, workshop pratici ed esperienze di approfondimento sul campo, offrendo un’esperienza completa e stimolante. Il percorso NBFC Upskilling si è articolato in oltre 250 ore di formazione intensiva, attentamente progettate per trasmettere competenze specifiche e trasversali, fondamentali per creare e gestire imprese innovative nel settore della biodiversità. L’obiettivo principale è stato quello di fornire non solo conoscenze teoriche approfondite, ma anche strumenti pratici e strategie efficaci per trasformare la passione e l’impegno per la tutela della biodiversità in iniziative imprenditoriali concrete, sostenibili e capaci di generare un impatto positivo duraturo. Le attività sul campo in Italia hanno rappresentato momenti fondamentali del percorso. In Puglia, nel Golfo di Taranto, i partecipanti hanno sperimentato tecniche di monitoraggio dei cetacei e tecniche innovative di rinaturalizzazione ambientale con droni. In Toscana, il Progetto ForSA coordinato da Foresta Modello Montagne Fiorentine, ha offerto un’immersione nella terapia forestale e nella valorizzazione degli alberi monumentali; al Museo dell’Arte della Lana di Stia (Arezzo) è stato indagato il legame tra biodiversità e artigianato sostenibile; realtà come Aboca S.p.A. ad Arezzo e la Londa School of Economics hanno rappresentato esempi di innovazione e sostenibilità applicate all’impresa; la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha offerto momenti di confronto e mentoring, stimolando competenze imprenditoriali e innovative. Esperienze culturali e scientifiche si sono intrecciate anche con visite a mostre d’arte, come la mostra FLOWERS al Chiostro del Bramante di Roma, e centri di salute integrata come la Lucia Magnani Health Clinic a Forlì-Censena. In Abruzzo l’importanza di pratiche agricole sostenibili è stata oggetto della visita alla Biocantina Sociale di Orsogna.

Oltre i confini nazionali, i partecipanti hanno anche avuto l’opportunità di confrontarsi con realtà internazionali di eccellenza: in Romania, presso la Foundation Conservation Carpathia, hanno vissuto esperienze di riforestazione e gestione di aree protette; a Ginevra, il CERN e l’Impact Hub hanno offerto un ecosistema di innovazione con workshop, keynote e incontri con startup. Tante le attività in Svezia, a Stoccolma e a Fiskebäckskil, i workshop dedicati a biochar, gestione degli alberi urbani, robotica marina e monitoraggio bio-acustico hanno aperto nuove prospettive sul rapporto tra natura e tecnologia. L’Istituto di Scienze Marina (ISMAR) del CNR, ha riunito a Venezia oltre 100 invitati tra cui investitori, istituzioni, imprenditori e stakeholder del settore a cui i 58 giovani innovatori hanno presentato i loro Business & Technology Plan e Project Work, frutto di mesi di lavoro, ricerca e mentoring. La giuria composta da 5 professionisti esperti nel mondo della biodiversità e dell’innovazione, tra cui Ezio Ravaccia, Director e Partner di Primo Capita; Giulio Montoli, Chief Investment Officer di Zest; Andrea Beretta, Senior Director per Startup Operations & Investments presso Terra Next; Simonetta Fraschetti, Vice Presidente del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali e Professoressa presso l’Università del Salento e Hellas Cena, Pro Rettore alla Terza Missione dell’Università di Pavia, queste ultime spoke leader di NBFC, ha selezionato le dieci startup più promettenti e a sostegno del successo del percorso, ha inoltre assegnato tre menzioni di merito ad altrettante idee ritenute ad alto impatto: Giovanna Sotgiu, Vittorio Ferrero e Eric Foschi.

Durante l’evento, Alberto Di Minin, Direttore Innovazione NBFC, ha dichiarato che “uno dei risultati più preziosi di NBFC Upskilling è l’aver fatto nascere una vera e propria comunità di innovatori della biodiversità. Persone che, partendo dalle proprie passioni, oggi possiedono strumenti imprenditoriali, competenze e connessioni con la comunità scientifica e tecnologica del NBFC. Al di là del successo dei singoli progetti, questa rete di talenti rappresenta un patrimonio per il Paese: un capitale umano capace di generare impatto, idee e collaborazione nel tempo”.

Cristiano Camponeschi, Innovation & Ventures Leader Deloitte DCM, ha evidenziato come “questo percorso abbia rappresentato un modello virtuoso di collaborazione tra ricerca, formazione e impresa, offrendo ai giovani innovatori gli strumenti per affrontare le sfide ambientali con idee concrete e sostenibili”. Gianluca Di Cicco, Partner di Deloitte Human Capital, ha sottolineato che “NBFC Upskilling ha dimostrato come la formazione mirata e il supporto concreto possano trasformare la passione per la biodiversità in iniziative imprenditoriali di successo, capaci di generare un impatto reale e duraturo per il nostro pianeta”.

Raffaele Oriani, Dean della Luiss Business School, ha commentato che “la sinergia tra sostenibilità, innovazione e imprenditorialità è la chiave per affrontare le sfide globali. Siamo orgogliosi di aver contribuito a un percorso che ha formato leader capaci di guidare questa trasformazione con visione e concretezza”.

Giuseppe Gigli, co-responsabile dello Spoke 8 e referente CNR del programma NBFC Upskilling, ha concluso affermando che “favorire e sostenere il dialogo tra ricerca scientifica, tecnologia e imprenditorialità è fondamentale per sviluppare soluzioni innovative e sostenibili. I risultati di questo percorso confermano che la biodiversità può diventare un vero motore di innovazione e sviluppo, generando valore per le comunità e per il pianeta”.

NBFC Upskilling si conferma un modello virtuoso di formazione integrata, capace di offire competenze manageriali e imprenditoriali, strumenti concreti e una visione strategica per costruire un ecosistema di innovazione sostenibile e inclusivo. Con questa iniziativa, il CNR insieme a NBFC e i suoi partner riaffermano il loro impegno leva motore di innovazione e sviluppo economico a beneficio delle comunità e del pianeta.