Roma, 22 ott. (askanews) – Una svolta radicale nella governance del territorio è stata al centro dell’evento “Strategie ambientali e territoriali per costruire il futuro”, promosso da RemTech e dal CNR-ITC presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Durante i lavori è stata fatta la proposta di istituire una Cabina di Regia nazionale, con l’obiettivo di unificare, entro il primo semestre del 2026, gli interventi su ricostruzione post-sisma, bonifiche ambientali, rigenerazione urbana e prevenzione del rischio, oggi spesso frammentati e disarticolati.
La Cabina di Regia, che si intende istituire su iniziativa interministeriale e in collaborazione con il mondo scientifico, rappresenta la proposta chiave emersa dalla giornata: un nuovo modello di governance in grado di superare la logica dell’emergenza, favorendo una pianificazione integrata, trasparente e basata su evidenze scientifiche. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alessandro Morelli, partecipando ai lavori, ha detto: “Serve un cambio culturale per gestire al meglio il problema del dissesto idrogeologico per tornare ad un modello in cui l’uomo sia custode dell’ambiente Il nostro orizzonte è chiaro: più prevenzione, più qualità progettuale, più trasparenza sui risultati. Solo così le strategie ambientali e territoriali diventano motore di competitività, benessere e coesione. In generale il tema della gestione della risorsa idrica è un focus dell’esecutivo”. E proprio sulla gestione delle acque il senatore ha ricordato che “il Governo ha già messo in campo 2,8 miliardi di euro per la gestione dell’idrico nazionale.
Investimenti importanti per affrontare l’emergenza delle Regioni del Sud – ha spiegato il sottosegretario – in particolare della Sicilia, per potenziare e rendere operativi i dissalatori e valorizzare le aziende degli acquedotti che gestiscono l’acqua. Risorse importanti, in tutta Italia, sono state anche investite sulle dighe che devono per essere dragate e ammodernate. Ringrazio RemTech e ITC per il lavoro di questi anni e tutte le amministrazioni, i ricercatori e le imprese presenti oggi. La collaborazione tra scienza e politica non è un’opzione: è la condizione per costruire il futuro”.

