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Amenta, Anci Sicilia: “I Comuni hanno problemi con riscossioni, servono strumenti adatti per comunicare”

Amenta, Anci Sicilia: “I Comuni hanno problemi con riscossioni, servono strumenti adatti per comunicare”
Paolo Amenta, presidente Anci Sicilia

Il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, al QdS: “Meccanismo che non incentiva”. A pesare è anche il dimezzamento delle somme riconosciute agli Enti locali

PALERMO – La Sicilia è uno dei fanalini di coda, a livello nazionale, per quanto riguarda le segnalazioni al Fisco. Nel 2024 soltanto una manciata di Enti locali ha provveduto a indicare all’Agenzia delle Entrate le inadempienze dei soggetti. Un comportamento, questo, che si traduce anche in un’assenza di proventi nelle casse comunali.

Per Paolo Amenta, presidente di Anci Sicilia, la costola isolana dell’associazione nazionale dei Comuni italiani, il tema in questione è certamente “drammatico” ed è gravato già dal dimezzamento delle somme che vengono elargite ai Comuni. Ma non solo.

“Mentre un tempo ai Comuni, con le segnalazioni, veniva riconosciuto il 100% dei proventi, oggi viene dato solo il 50%”, osserva il presidente di Anci Sicilia al Quotidiano di Sicilia.

“Ma se a questo aggiungiamo – prosegue Amenta – che i Comuni siciliani hanno difficoltà anche a fare funzionare i propri uffici per la propria riscossione, scatta automaticamente un meccanismo che non incentiva la comunicazione degli eventuali evasori all’Agenzia delle Entrate. Ci sono, dunque, una serie di fattori che non portano i Comuni a comunicare le segnalazioni”.

Insomma, secondo Anci Sicilia la genesi delle mancate segnalazioni dei Comuni siciliani all’Ade è da ricondurre a delle difficoltà di carattere organizzativo che non spinge le Amministrazioni a comunicare.

Una condizione trasversale, questa, che si riscontra sia nei grandi centri dell’Isola – basti pensare che anche grossi poli come Catania, Messina e Palermo riescono a raggranellare delle somme decisamente esigue – sia nelle piccole realtà locali, come quelle più interne.

Ma c’è anche la componente tecnologica a pesare. “Penso che – aggiunge il presidente di Anci Sicilia -, se si vuole fare seriamente sul territorio questo tipo di operazioni, bisogna dare gli strumenti adatti per poter segnalare rapidamente le eventuali evasioni”.

E, in questo senso, il pungolo per riuscire ad avere tali strumenti e spingere quindi le Amministrazioni a fare di più dovrebbe arrivare da Roma. “Certamente – osserva in conclusione il presidente Amenta -. Se i proventi vengono tagliati e lo Stato non si cura degli uffici che funzionano o meno, allora si rischia di lasciare tutto in mano a Enti che, giorno dopo giorno, stanno perdendo personale e che non hanno risorse”.