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Amici di San Patrignano Sicilia, ecco il progetto scolastico “Ripensarsi” contro la violenza giovanile

Amici di San Patrignano Sicilia, ecco il progetto scolastico “Ripensarsi” contro la violenza giovanile
Eliana Chiavetta, presidente di Amici di San Patrignano Sicilia

All’iniziativa, finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno partecipato circa 1.200 studenti di Enna, Catania e Siracusa

Tutte le volte che la cronaca ci mette davanti a sconcertanti realtà quali gli ultimi episodi di violenza da parte di minorenni nei confronti degli insegnati ci ricordiamo che stiamo vivendo una vera emergenza educativa che dovrebbe vederci tutti responsabili degli accadimenti che non rappresentano casualità. Dovremmo interrogarci, mettendoci in ascolto di un mondo giovanile che ha bisogno di un cambio di atteggiamento nei loro confronti. Dovremmo insegnare attraverso gli esempi più che con i discorsi. Dovremmo ritrovare la “connessione” umana ancor prima di quella tecnologica e non vergognarci di praticarla. Dovremmo noi per primi ritrovare l’entusiasmo nella vita, ricominciare a sognare e credere in quei valori “antichi” che per tanto tempo quasi a vergognarci abbiamo messo da parte sostituendoli con una modernità a cui forse non eravamo pronti. Dovremmo smetterla di avere paura di dire “no” o di evitare la sofferenza nei nostri ragazzi senza renderci conto che loro  comunque la provano e non sapendo come affrontarla si rivolgono a stampelle esterne che portano  ad una sofferenza ancor più grande.

È giunto il momento che alle ormai accertate diagnosi vengano prescritte le cure che in quanto tali non sempre saranno indolori o facili ma soprattutto richiedono tempo e costanza. Richiedono coerenza educativa tra tutti gli attori  che a vario titolo dei giovani si occupano a partire dalla famiglia che deve ritrovare il proprio ruolo di guida educante.

Da queste considerazioni è nato il progetto “Ripensarsi: uno spazio di tregua per una racconto possibile” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Contro la droga e le altre Dipendenze a cui hanno partecipato circa 1200 studenti dei territori di Enna, Catania, Siracusa, che è anche sportello psicologico, incontro di prevenzione nelle classi, rilevazione del disagio giovanile precoce

Lo spazio di tregua pensato e attuato non è solo un luogo fisico ma anche e soprattutto una condizione mentale dove si può essere se stessi senza temere giudizi con i propri sogni, le proprie paure. Dove con l’aiuto di professionisti si è ascoltati, e accompagnati alla scoperta di se stessi,  ritrovando coraggio nelle proprie idee  e nelle proprie aspirazioni. Lo spazio di tregua è un luogo dove vengono messi da parte i cellulari e si ridà senso alla parola scritta o parlata, ai rapporti personali, al confronto e alle idee. E si ritrova il coraggio di essere più che di apparire.

Abbiamo provato a dare una risposta tenuto conto della realtà che affrontiamo ogni giorno con il nostro impegno da volontari da un osservatorio privilegiato provando a far comprendere che forse uno spazio di tregua può rappresentare un luogo di rinascita che dovrebbe essere assunto come modello educativo  e non   solo una parentesi perché solo se riusciamo ad andare in contro senso in autostrada ritroveremo il coraggio di attraversare il tempo lasciando un Segno che è anche Sogno.

*Eliana Chiavetta, presidente di Amici di San Patrignano Sicilia.