“Le garanzie richieste dalle associazioni sono lo specchio della nostra missione. Cisma Ambiente intende continuare a collaborare con le istituzioni e a dialogare con la comunità locale per assicurare che lo sviluppo del sito avvenga esclusivamente all’insegna della compatibilità ambientale e dell’assoluta legalità”. A dichiararlo sono il consigliere di amministrazione delegato Luciano Modica e gli amministratori giudiziari Francesco Carpinato e Salvatore Belfiore.
I tre intervengono in merito al progetto presentato alla Regione per ampliare la discarica di contrada Bagali a Melilli, nel Siracusano. L’impianto è tra quelli sequestrati ai Paratore, imprenditori finiti qualche anno sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia di Catania per i presunti legami con la famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. Per i magistrati sarebbero stati il braccio imprenditoriale del boss Maurizio Zuccaro.
La proposta, che è al vaglio della commissione tecnica-specialistica, riguarda la realizzazione di una nuova vasca per rifiuti speciali, pericolosi e non, in un’area di 50mila metri quadrati per un volume di 582mila metri cubi.
Continuità aziendale e occupazione
“Cisma Ambiente intende rappresentare che ogni processo di progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto è rigorosamente improntato alla compliance normativa. La società opera da nove anni in amministrazione giudiziaria, consolidando un modello gestionale fondato sulla trasparenza assoluta e sulla legalità, integrando i propri valori aziendali con i più alti standard di sostenibilità e responsabilità sociale”, si legge nella nota.
Modica, Carpinato e Belfiore sottolineano inoltre come l’amministrazione giudiziaria di un’azienda posta sotto sequestro abbia “il dovere primario di preservare l’integrità e il valore dei beni aziendali, garantendo la continuità produttiva e la legalità dell’impresa”. Per questo non è da intendere come “mera custodia, ma una gestione attiva finalizzata a legalizzare l’azienda e a incrementarne, ove possibile, la redditività”.
È in quest’ottica che nasce il progetto del nuovo bacino: “Appare superfluo sottolineare l’importanza della continuità in termini di tutela dell’occupazione”.
Lotta all’illegalità
La volontà di creare le condizioni affinché l’azienda rimanga nel mercato della gestione dei rifiuti si intreccia con l’obiettivo di far sì che tutto ciò avvenga nel rispetto delle regole e lontano da qualsiasi rapporto illecito.
“Ogni attività operativa è verificata e legittimata secondo procedure che garantiscono l’esatta individuazione delle responsabilità e la conformità alle leggi vigenti. La società, infatti, oltre all’istituzionale e normativamente previsto controllo da parte del Tribunale di Catania, si è dotata autonomamente da tempo di un modello organizzativo ai sensi del D.lgs 231/01 e di un organo di vigilanza esterno e indipendente – prosegue la nota – La società respinge fermamente ogni forma di illegalità, operando nel solco di un codice etico espressamente adottato e pubblicizzato che pone la correttezza e l’integrità come requisiti imprescindibili di ogni rapporto aziendale”.
Cura dell’ambiente
Il settore dei rifiuti è tra i più delicati. Non solo per i molteplici casi in cui sono emersi connessioni con la criminalità organizzata, ma anche per le non poche circostanze in cui la gestione non tiene conto delle tante prescrizioni da seguire per far sì che le attività restino conciliabili con il rispetto dell’ambiente.
“L’obiettivo primario rimane la riduzione dell’impatto ambientale e la salvaguardia della salute pubblica, attraverso l’applicazione puntuale della normativa e l’adozione di sistemi di gestione certificati – Iso 9001, 14001, 45001, 37001, SRG88088 (quest’ultima rappresenta una importanza innovazione in termini di rispondenza ai requisiti ESG) – e ha in corso la registrazione Emas”, spiegano il consigliere di amministrazione delegato e gli amministratori giudiziari.
“Cisma Ambiente si impegna a fornire al tessuto imprenditoriale, in speciale modo regionale, un servizio di alto valore sociale, garantendo standard qualitativi elevati in termini di corretta gestione del rifiuto e promuovendo lo sviluppo sostenibile del territorio”, proseguono Modica, Carpinato e Belfiore, dicendosi convinti che il progetto presentato alla Regione non risponda soltanto a una necessità operativa ma rappresenti “un percorso che viene affrontato con la consapevolezza di dover essere esempio di efficienza e rigore operativo”.
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