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Analisi Bmti: da dazi Usa più rischi per vini fermi imbottigliati

Analisi Bmti: da dazi Usa più rischi per vini fermi imbottigliati

Potrebbero perdere quote a favore competitors non Ue come Cile

Roma, 7 apr. (askanews) – I dazi Usa comporteranno maggiori rischi per i vini fermi imbottigliati italiani (ed europei in genere), che potrebbero perdere quote di mercato a vantaggio di Australia, Nuova Zelanda, Cile e Argentina, che nel 2024 hanno rappresentato circa il 30% dei vini fermi importati dagli Stati Uniti e che vedranno sui propri vini un dazio aggiuntivo di solo il 10%, contro il 20% che sarà imposto ai vini europei.

Diverso il discorso per i vini spumanti, il cui mercato negli Usa è dominato quasi esclusivamente da vini provenienti da paesi europei (65% Italia, 20% Francia e 12,5% Spagna). A fronte di un’imposizione da parte degli Stati Uniti di un dazio uguale del 20% sui vini sparkling europei, il Paese che potrebbe beneficiare di una posizione vantaggiosa è l’Argentina che, nel 2024, è stato il quinto Paese per volumi esportati negli USA e che beneficerà di un dazio relativamente vantaggioso (10%) rispetto ai competitor europei. Un vantaggio competitivo va comunque letto e dimensionato alla luce dell’attuale peso, decisamente residuale, dei vini sparkling argentini (0,3% del totale) rispetto a quelli italiani ed europei.

E’ quanto emerge a una analisi di Bmti a pochi giorni dall’entrata in vigore dei dazi aggiuntivi Usa, effettuata sui quantitativi e i valori dei vini importati negli Stati Uniti dai vari Paesi. Quello americano rappresenta infatti il principale mercato di destinazione dei vini italiani, con una quota complessiva, nel 2024, del 23,8% sul totale dell’export in valore. L’Italia, al tempo stesso, con circa 350 milioni di litri esportati negli USA per un valore di quasi 2 miliardi e 400 milioni di dollari nel 2024 è il primo Paese per quantitativi e il secondo, dopo la Francia, per valori.

Nel 2024, i vini fermi imbottigliati rappresentano circa i due terzi dei vini esportati dall’Italia negli Stati Uniti, mentre i vini sparkling circa un terzo. Per entrambe le categorie, l’Italia mantiene la leadership nelle importazioni statunitensi. Per gli sparkling wine gli Stati Uniti hanno importato nel 2024 dall’Italia circa i due terzi del quantitativo totale, mentre in termini di valore tale quota si attesta su un 40% pari ad oltre 720 milioni di dollari. Notevole la distanza tra il valore unitario dei vini italiani (5,90 dollari/litro) e quelli francesi (23,73 dollari/litro).

Per quanto riguarda i vini fermi imbottigliati, gli Stati Uniti hanno importato dall’Italia nel 2024 circa un terzo del totale, sia in quantità che in valore, superando 1,6 miliardi di dollari. La differenza tra il valore unitario dei vini fermi italiani (7,35 dollari/litro) e quelli francesi (12,38 dollari/litro) è meno marcata, ma ancora evidente.