Roma, 6 nov. (askanews) – Anche il Crea è partner dell’Apulia Regenerative Cotton Project, l’iniziativa promossa dal Gruppo Armani nell’ambito della Sustainable Markets Initiative Fashion Task Force, che coniuga ricerca scientifica, responsabilità ambientale e strategia industriale per dare un futuro di sostenibilità alla moda, asset strategico del nostro made in Italy.
Nell’azienda sperimentale di Rutigliano, parte del Centro di Agricoltura e Ambiente, i ricercatori stanno sperimentando la coltivazione del cotone sia in modo convenzionale sia con l’innovativo approccio agroforestale, in consociazione con altre colture arboree, potendone osservare e misurare i benefici reali.
“L’agroforestry – spiega Giuseppe Corti, direttore del CREA Agricoltura e Ambiente – è il più antico sistema agricolo, praticato in Italia da oltre 4.000 anni, ma anche uno dei più moderni. Consiste nella consociazione di colture legnose ed erbacee per migliorare fertilità e salute del suolo, mantenendo rese simili all’agricoltura convenzionale. Offre numerosi vantaggi: aumento della sostanza organica, biodiversità, resilienza, contrasto all’erosione, minore consumo d’acqua e maggiore autosufficienza aziendale. Richiede però maggiori competenze tecniche”.
In quattro delle sette aziende del Centro Agricoltura e Ambiente, tra Puglia e Basilicata, si sperimenta l’agroforestry, che permette “studi innovativi come la reintroduzione del cotone in Italia, promettente per le regioni del Sud”, conclude Corti.

