Milano, 9 apr. (askanews) – Etna e Pantelleria si incontrano a Vinitaly 2026 in una masterclass che mette a confronto due protagonisti della viticoltura siciliana, accomunati dall’origine vulcanica ma molto diversi per paesaggio, clima, vitigni e stile dei vini. L’appuntamento è fissato per domenica 12 aprile alle 12 nella Sala Conferenze del Padiglione Sicilia, dove andrà in scena “Anima Vulcanica – dalla montagna dell’Etna all’isola di Pantelleria”.
A condurre l’incontro sarà il sommelier Andrea Amadei, chiamato a guidare una degustazione costruita sul dialogo tra due bianchi nati dalla lava. L’impianto della masterclass parte da un dato comune, il terreno vulcanico, per mostrare come la stessa matrice geologica possa tradursi in espressioni molto lontane tra loro. Da una parte c’è la montagna dell’Etna, dall’altra l’isola di Pantelleria, in mezzo il filo di un racconto che unisce resilienza viticola e forte specificità territoriale.
Sul versante etneo il protagonista è il Carricante, vitigno che trova nell’altitudine e nelle escursioni termiche delle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa due fattori decisivi. In questo contesto nascono vini giocati su freschezza, tensione, sapidità e capacità di evoluzione nel tempo, con una cifra di eleganza che fa della verticalità uno dei loro tratti più riconoscibili.
A Pantelleria il quadro cambia nettamente. Qui al centro del Mediterraneo lo Zibibbo cresce in una condizione segnata da vento, mare e suoli vulcanici, con la particolarità dell’alberello pantesco, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale. La masterclass leggerà questa identità attraverso vini bianchi in cui contano aromaticità, intensità e una componente salina che gli organizzatori descrivono come quasi tattile.
Uno dei punti centrali dell’incontro sarà proprio il confronto tra le diverse forme che assume la matrice lavica. Il materiale di presentazione parla di lava trasformata in cenere o in roccia dura, capace di trasferire nel calice sfumature differenti: da una parte la freschezza minerale e la nota di pietra focaia dei bianchi etnei, dall’altra la maggiore ricchezza iodata delle sabbie di Pantelleria.
“Mettere a confronto Etna e Pantelleria significa esplorare i due estremi della Sicilia vulcanica” ha dichiarato Benedetto Renda, presidente della Doc Pantelleria, parlando di “un racconto di uomini e vigne che sfidano la natura per produrre vini che non sono autentiche espressioni del territorio”.

