Il 2026 sarà cruciale per la politica siciliana, 365 giorni utili per prepararsi al voto del prossimo anno per le elezioni regionali dove centrodestra e centrosinistra si contenderanno Palazzo d’Orleans, oggi occupato da Renato Schifani. Sulle proposte e sul futuro del “campo largo” in Sicilia, ai microfoni del Quotidiano di Sicilia, è intervenuto il deputato e segretario del Partito Democratico dell’Isola Anthony Barbagallo che ha analizzato a 360 gradi tutte le principali tematiche d’attualità sulla Sicilia, Catania e Ponte sullo Stretto.
Barbagallo: “Ars paralizzato e al governo Schifani interessa solo la visione del potere per il potere”
“L’unica logica che spinge il governo Schifani e i suoi sedicenti alleati è quella del potere per il potere”. Tuona così Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico, che interviene facendo un punto sullo status della politica siciliana. “Non c’è una visione e un atto concreto che miri allo sviluppo della Sicilia. Non si riesce a fare una riforma. Lo stato in cui versa l’Ars è imbarazzante, la maggioranza non riesce a friggere un uovo in Aula. Non c’è una riforma che miri allo sviluppo delle imprese nell’Isola, per garantire filiere determinanti come quella ai beni culturali o al turismo. Viviamo nella terra con più siti Unesco al mondo insieme alla Toscana e manca una visione e c’è solo la voglia di amministrare potere. Serve cambiare marcia in alcuni settori come nella sanità dove siamo negli ultimi posti in tutto.”
Verso le elezioni del 2027, come procede la costruzione dell’alternativa al governo Schifani
Anthony Barbagallo poi fa un punto anche su come la coalizione di centrosinistra si stia preparando per andare alle urne nel 2027 e tornare a Palazzo d’Orleans dopo 10 anni. “Come centrosinistra – dice il segretario regionale dem – stiamo costruendo un’alternativa al governo Schifani e al governo Meloni. In Sicilia abbiamo una doppia responsabilità, ovvero dobbiamo garantire discontinuità ai siciliani nel metodo. Dobbiamo immaginarci un percorso di governo che sia all’opposto rispetto a quello del centrodestra, innanzitutto con una gestione oculata delle risorse senza le mancette insopportabili soltanto per garantire interessi e clientele da parte di pochi. Serve serietà sulla sanità. Abbiamo politici e parlamentari di centrodestra che trattano gli ospedali di territorio come comitati elettorali e non ci si occupa del bene comune e del servizio al cittadino”.
“Serve un grande investimento sulla sanità pubblica, utilizzando la telemedicina, – prosegue ancora il deputato del Pd – l’assistenza domiciliare e i modelli virtuosi già utilizzati in altre regioni dove funzionano. Serve un occhio di riguardo ai Comuni. Noi abbiamo una terra in cui tutta la fragilità è gestita dagli enti locali. Ho fatto 10 anni il sindaco, tutti i servizi di fragilità come l’assistenza domiciliare agli anziani, trasporto scolastico, ricovero dei minori, asili nido sono a carico dei comuni. E’ insopportabile che come una terra come la Sicilia, con 1/3 dei comuni in dissesto e pre-dissesto, e che corrisponde a quasi oltre alla metà della popolazione siciliana, non è possibile fare riserve e mancette a comuni piuttosto che ad altri. I comuni sono tutti uguali. Vogliamo istituire al governo il fondo delle autonomie locali come era prima dell’insediamento del centrodestra che ha saccheggiato e creato discriminazioni tra un sindaco amico e un primo cittadino di diverso orientamento politico. Sulla vicenda della Tabella H, noi l’abbiamo abolita quando eravamo al governo nel 2012, e invece loro l’hanno ristabilita con questi insopportabili emendamenti.”
La scelta del candidato, Barbagallo: “Serve una figura autorevole”
E sulla scelta del candidato presidente il centrosinistra sta valutando se effettuare le primarie o scegliere una figura che possa trovare la sintesi dei partiti della coalizione: “Il Pd ha nel suo Statuto le primarie. – sottolinea Barbagallo – Noi le possiamo derogare se vi è un consenso da parte del gruppo dirigente e se ci sono le idee chiare sul modello di candidato presidente. Serve una figura autorevole che restituisca alla Regione Siciliana. Schifani quando va a Roma viene deriso nei vari incontri e ha perso molta credibilità, anche quando è andato a Roma mentre si stanziavano le risorse all’Ars”.
“Serve un Presidente della Regione autorevole e con le carte in regola, come diceva Piersanti Mattarella, per ripristinare la Regione. Serve un candidato con competenze e strumenti di conoscenza adeguata per una Regione difficile da amministrare. Tutti i Presidenti eletti direttamente sono finiti in coda a tutte le classifiche degli indici di gradimento sui governatori e c’è un motivo. Non è facile governare la Sicilia. Serve una riconosciuta capacità amministrativa. Adesso non si può più sbagliare“.
La composizione del centrosinistra, Barbagallo: “Si va da AVS a Italia Viva. Azione? Vediamo…”
Nelle ultime settimane non sono mancate polemiche tra alcuni partiti della coalizione, soprattutto tra esponenti di AVS e renziani, accusati di avere ancora all’interno sostenitori di Schifani. Anthony Barbagallo, però, fa chiarezza e ribadisce che “nelle ultime sei regioni che sono andate al voto sia AVS che Italia Viva sono state apparentate insieme al Pd e al Movimento 5 Stelle. Per noi la coalizione non può non essere la stessa, perché queste forze politiche sono state protagoniste in queste sei regioni andate al voto. Quindi per noi il centrosinistra va da Italia Viva ad Alleanza Verdi e Sinistra. Azione? Vediamo…Non ho ben capito chi sono i riferimenti del partito in Sicilia. Se fanno atti concreti di opposizione al governo Schifani ne parleremo”.
Barbagallo (Pd): “Il Ponte sullo Stretto è un’opera che non c’è più”
Il tema sempre ricorrente, anche nel 2026, è quello del Ponte sullo Stretto. Il segretario dem Barbagallo sul tema è abbastanza netto: “Non parlerei più di opera perché la Corte dei Conti ha detto che essa non c’è più. Salvini continua a prometterla e ormai sono in pochi che ci credono. Si tratta di un’opera che non c’è. L’unica cosa che continuiamo a chiedere è che vengano restituiti immediatamente gli oltre 2 miliardi di Fsc ai calabresi, siciliani e gli oltre 3 miliardi di Fsc alle altre regioni del sud, soldi tenuti fermi per un’opera che non c’è.”
“A Catania serve potenziare il trasporto pubblico, Trantino si occupa solo di multe e ganasce”
Infine, Anthony Barbagallo parla anche di Catania, città dove il centrodestra è a metà mandato e non mancano le supposizioni di una eventuale ricandidatura di Trantino: “Non ci trovo nulla di male che lui possa essere ricandidato. Il sindaco uscente ci sta che possa essere scelto dagli elettori. Noi faremo valere le nostre regioni.”
“Catania è una città che non ha avuto un finanziamento vero e significato dai governi Schifani e Meloni. – attacca il deputato – Aspettiamo il finanziamento sull’interramento e il raddoppio ferroviario e la realizzazione delle nuove stazioni che collegano l’aeroporto con la circumetnea all’anello ferroviario Messina-Catania-Palermo. Esso prevede la realizzazione dell’Etna rail per il trasporto rapido di massa. Tutto ciò serve perché Catania è la peggior città sul trasporto pubblico locale in Italia con i dati peggiori. Tutte le mattine ben 400mila abitanti dei paesi etnei sono costretti a spostarsi senza strumenti di trasporto pubblico locale degni. In tutto ciò c’è un sindaco – conclude Barbagallo – sceriffo che si occupa più di multe e ganasce piuttosto che di reperire i parcheggi in centro città come dovrebbe fare. A volte si confondono i ruoli, tra chi deve amministrare e chi deve reprimere certe azioni.”
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