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Crimini a Palermo, nel 2020 mafia, razzismo, xenofobia e violenze

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Crimini a Palermo, nel 2020 mafia, razzismo, xenofobia e violenze

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lunedì 11 Gennaio 2021 - 13:55
Crimini a Palermo, nel 2020 mafia, razzismo, xenofobia e violenze

Sono circa 1000 i soggetti che nel 2020 a Palermo hanno subito un provvedimento o una segnalazione. La Divisione Anticrimine ha confiscato beni per 170 milioni

Un 2020 difficile a Palermo, non solo a causa della pandemia. Lo dimostrano le operazioni svolte dalla Divisione Anticrimine del capoluogo, volte al contrasto di mafia, razzismo, xenofobia, delinquenza, stalking, violenze di genere

Daspo per criminali violenti

Il questore di Palermo nel corso dell’anno 2020 ha emesso più di 80 Daspo nei confronti di individui pericolosi per la sicurezza pubblica. Sulla scorta degli accertamenti svolti dalla Divisione Anticrimine nei confronti di 25 persone è stato applicato il “Daspo fuori contesto”.

I destinatari dei divieti, protagonisti di disordini urbani, pluripregiudicati per spaccio o per gravi reati come rissa, rapina, estorsione, commessi in ambito extra-sportivo e connaturati dall’aggravante dell’odio razziale e/o del metodo mafioso, non potranno accedere agli stadi e così reiterare le condotte violente con notevoli ripercussioni sull’ordine e la sicurezza pubblica. Il questore si frappone tra criminalità e tifoserie violente.

Xenofobia e razzismo

Per citare solo alcuni degli episodi delittuosi più allarmanti da cui traggono origine i provvedimenti, si ricordano la serialità dei comportamenti violenti di un gruppo di cinque sodali palermitani che, privi di segni di resipiscenza, hanno più volte vessato persone appartenenti alla locale comunità straniera del Bangladesh, costringendoli a subire rapine e razzie di ogni genere nei punti vendita da loro gestiti, ricorrendo a pressioni psicologiche e alla forza intimidatrice promanante dal gruppo criminale di appartenenza, generando la convinzione dell’esistenza di un’organizzazione delinquenziale capace di ritorsioni violente contro chiunque si fosse ribellato. Ancora la spedizione punitiva dalla matrice squisitamente xenofoba e razzista compiuta da un altro gruppo di sette uomini che ha aggredito crudelmente con mazze e catene un giovane bengalese colpevole di aver urinato nei pressi di un albero sulla pubblica via.

Rapinatori sugli autobus

Tra le misure di prevenzione adottate dall’autorità provinciale di P.S., i Daspo urbani a tutela della tranquillità delle persone, a garanzia di alcuni servizi di trasporto pubblico e di servizi di pubblica utilità.

In particolare 45 individui, tra parcheggiatori e borseggiatori, sono stati allontanati da specifiche aree urbane per un periodo di tempo fino a due anni, con l’ulteriore divieto di accesso a determinati autobus di linea urbana ed extraurbana a bordo dei quali erano dediti rapinare i passeggeri.

Ancora, in un’ottica di prevenzione e contrasto della criminalità si inseriscono le misure di prevenzione tipiche e atipiche tra cui i diversi provvedimenti interdittivi emessi nei confronti di noti pusher, che reiteratamente spacciavano droga nei luoghi della movida giovanile. Ai destinatari del Daspo urbano è stato applicato il divieto di accedere agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento nei quartieri di “Ballarò” e della “Vucciria” con l’imposizione dell’obbligo di rientrare nella propria abitazione entro un determinato orario e di presentarsi presso gli uffici di polizia più giorni la settimana.

A tutela della tranquillità e della sicurezza pubblica più di 90 persone, soprese a rubare, a truffare ignari cittadini, a coltivare o spacciare sostanze stupefacenti, a danneggiare beni altrui, sono state allontanate con foglio di via obbligatorio e divieto di ritorno nel territorio della provincia di Palermo. Inoltre, circa 600 soggetti socialmente pericolosi sono stati avvisati oralmente dal questore e invitati a modificare la propria condotta di vita in conformità della legge.

Confische dei beni ad appartenenti ad associazioni mafiose

Nel 2020 la Divisione Anticrimine della Questura di Palermo ha inoltre dato esecuzione a 5 provvedimenti di confisca di beni emessi dal Tribunale di Palermo Sez. Misure di Prevenzione, per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro, a seguito di proposte avanzate sia dal questore che congiuntamente con il procuratore della Repubblica di Palermo. Con tali provvedimenti, passano definitivamente al patrimonio dello Stato numerosi beni che, in seguito a indagini patrimoniali, sono risultati essere il frutto delle attività delittuose poste in essere da soggetti pericolosì socialmente perché dediti alla commissione di delitti contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, nonché indiziati di appartenere ad associazione mafiosa.

In particolare, si rileva la maxi confisca di beni a Salvatore Cataldo, di 72 anni, nonché nei confronti di Andrea Impastato, di 73 anni, imprenditori edili vicini alle famiglie mafiose di Carini e Cinisi, per un valore complessivo stimato rispettivamente di circa 10 milioni di euro e di oltre 150 milioni di euro.

Ammontano invece a una settantina gli individui proposti all’autorità giudiziaria per l’applicazione della più severa misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, una richiesta di limitazione della libertà personale al fine di scongiurare il compimento di ulteriori delitti comuni o aggravati dal metodo mafioso.

Violenza di genere: stalking e violenze domestiche

Incessanti, poi, gli interventi dell’autorità provinciale di P.S. nella lotta alla violenza di genere e in difesa delle vittime più vulnerabili.

Durante l’anno appena trascorso il questore di Palermo ha accolto 17 istanze di ammonimento per stalking e ammonito 64 persone colpevoli di violenza di domestica.

Costantemente alto resta, infatti, il livello di attenzione della polizia rispetto alle liti familiari e, più in generale, ai comportamenti violenti agiti in danno di persone legate da rapporti affettivi con gli aggressori. L’obiettivo di prevenire con ogni mezzo disponibile la commissione di reati connaturati da violenza di genere è stato perseguito anche proponendo al Tribunale competente l’applicazione della sorveglianza speciale nei confronti di quei soggetti denunciati per maltrattamenti in danno di familiari o per atti persecutori, con l’ulteriore richiesta di vietare l’avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima. In tal senso, diverse le richieste avanzate che hanno trovato positivo riscontro da parte dell’autorità giudiziaria a cui è stata data immediata esecuzione.

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