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Antimafia, blitz a Comiso: sequestrata la Smart Trasport srls

Antimafia, blitz a Comiso: sequestrata la Smart Trasport srls
Dia – Direzione investigativa antimafia

Sequestrata la Smart Transport, azienda di logistica di Comiso, con 150 dipendenti e un fatturato superiore ai 6 milioni di euro annui.

La Direzione investigativa antimafia di Catania, in collaborazione con la Divisione Anticrimine della Questura di Ragusa, ha effettuato il sequestro della Smart Transport srls, azienda di logistica con sede a Comiso, che conta circa 150 dipendenti e un fatturato dichiarato superiore ai 6 milioni di euro annui. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catania nell’ambito dell’applicazione della normativa antimafia. Secondo l’ipotesi accusatoria, la società – formalmente guidata da un incensurato, L.G. – sarebbe in realtà riconducibile all’imprenditore Raffaele Giudice, ritenuto contiguo a Cosa nostra di Vittoria e già condannato dal gup di Catania a otto anni e quattro mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa

Le accuse

Le indagini della Dia e dell’Anticrimine hanno evidenziato diverse criticità nella gestione societaria. In particolare, nel secondo semestre del 2025 sarebbe stato registrato un aumento improvviso e sproporzionato del fatturato, pari a circa 6 milioni di euro, accompagnato da una crescita repentina del numero dei dipendenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i rapporti commerciali della Smart Transport sarebbero intercorsi esclusivamente con società appartenenti allo stesso gruppo familiare, elemento che – secondo l’accusa – farebbe ipotizzare relazioni di natura meramente strumentale.

Anomalie su sede legale e operativa della società

Ulteriori anomalie riguarderebbero la sede legale e operativa della società, ubicata in un immobile destinato esclusivamente a uso abitativo. Inoltre, l’azienda risulterebbe priva di beni strumentali propri, circostanza ritenuta significativa dagli inquirenti. Il provvedimento si inserisce in un quadro investigativo più ampio: già il 19 dicembre 2025 la Dia aveva eseguito un altro sequestro di beni riconducibili a Giudice per un valore stimato di circa 20 milioni di euro. Secondo l’accusa, l’insieme degli elementi raccolti – anche alla luce di precedenti investigativi e contestazioni per reati fallimentari e associativi – delineerebbe un disegno unitario di natura elusivo-fraudolenta.

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