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App Immuni, è virale, 500 mila download

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App Immuni, è virale, 500 mila download

giovedì 04 Giugno 2020 - 00:00
App Immuni, è virale, 500 mila download

Disponibile negli store di Apple e Google, il sistema avvisa in caso di contatto con contagiati. La ministra Pisano: “Primi in Europa e tra i primi nel mondo ad usare tecnologia per contrastare il virus”

ROMA – Primo posto nella classifica italiana delle applicazioni più scaricate con ben 500 mila download solo nelle prime 24 ore: è questo l’incoraggiante risultato registrato dall’app “Immuni”, resa disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google a partire dallo scorso lunedì.

Tra gli strumenti messi in atto dal Governo per contrastare e controllare la diffusione del Covid-19, “Immuni” è un utile supporto tecnologico “coadiuvante il contact tracing tradizionale”, che permetterà di risalire ai contatti contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio. Il servizio sarà gradualmente reso disponibile anche per i servizi sanitari regionali, i quali potranno attivare gli avvisi dell’app. Già il prossimo lunedì partiranno le regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia e, come annunciato dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, da metà mese dovrebbe essere la volta del resto del Paese. La sperimentazione che verrà avviata l’8 giugno in alcuni territori permetterà di testare l’efficacia del sistema e la tenuta della macchina organizzativa ma, ancor di più,. la veridicità e la coerenza delle informazioni con l’effettiva situazione sanitaria, proprio nelle aree in cui vi è un basso indice di contagio e, dunque, sarà più semplice fare le opportune verifiche.

Una volta scaricata, l’app inizia a salvare i codici degli smartphone delle persone a cui ci siamo trovati vicino e, come citato nella stessa circolare del ministero della Salute inviata il 29 maggio alle regioni: “L’app notifica, agli utenti con cui il caso è stato a contatto, il rischio a cui sono stati esposti e le indicazioni da seguire, attraverso un messaggio il cui testo è unico su tutto il territorio nazionale e che lo invita a contattare il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta che farà una prima valutazione dell’effettiva esposizione al rischio del soggetto”. Va sottolineato, però, che nel sistema non sono presenti né saranno registrati nominativi e altri elementi che possano ricondurre all’identità della persona positiva o di chi abbia avuto contatti con lei, bensì codici alfanumerici. Il progetto, infatti, nato dalla collaborazione tra Consiglio dei ministri, ministero della Salute e ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, regioni, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e le società pubbliche Sogei e PagoPa, è frutto di una rigorosa interlocuzione con il garante per la Privacy, al fine di proteggere i nomi delle persone interessate che non compariranno direttamente ma corrisponderanno ad un codice alfanumerico.

In totale contrapposizione con quello che sembra essere uno scenario del tutto positivo, non sono però mancate polemiche. Prima fra tutte “la totale assenza della minima trasparenza circa le procedure che hanno portato alla sua realizzazione” come ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida. Inoltre “non è tollerabile – ha aggiunto – pensare che milioni e milioni di cittadini possano essere ‘schedati’ dal Governo senza che il Parlamento italiano sia stato coinvolto”. Dello stesso parere sembra essere anche il leader della Lega Matteo Salvini il quale ha affermato che “Fino a che non ho certezze, i dati sensibili, sanitari, economici, privati degli italiani, prima di metterli in mano a qualcuno che non è assolutamente certificato e prima di metterli in mano a qualcuno, che magari ha dei soci cinesi, la vita privata degli italiani ci penso 18 volte perché la Cina è tutt’altro che una democrazia”.

Preoccupazione che fa riferimento al fatto che Bending Spoons, la società milanese che ha sviluppato l’app Immuni, ha nella propria compagine societaria anche una quota di un investitore di Hong Kong.

Non sono, inoltre, mancate le lamentele dei consumatori tramite la sezione “Domande” dello sito ufficiale di Immuni, i quali denunciano l’impossibiltà di scaricare l’app su alcuni smartphone e, di fronte alla quali, il team di Bending Spoons ha risposto: “I requisiti di sistema per usare Immuni sono imposti dalla tecnologia sottostante di Apple e Google, che non è disponibile per versioni precedenti di iOs, Android e Google play services”.

Oltre le critiche, le preoccupazioni e i dubbi, grande soddisfazione per questo primo risultato è stata invece espressa dalla ministra dell’Innovazione Pisano “Si vede che i cittadini ne hanno capito l’importanza e l’utilità”. “Ad oggi – ha aggiunto – siamo il primo grande paese d`Europa ed uno dei primi paesi del mondo a usare una tecnologia simile per il contrasto del virus”.

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