L’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro non andrà in carcere ma rimarrà agli arresti domiciliari. Il Tribunale del riesame di Palermo, ha accolto le tesi difensive ed ha rigettato l’appello della Procura contro l’ordinanza del Gip che aveva respinto la richiesta degli arresti domiciliari per una delle accuse di corruzione contestate all’ex governatore dell’Isola coinvolto in una inchiesta su un comitato d’affari che gestiva concorsi pubblici e nomine dei manager nella sanità siciliana.
Ne danno notizia gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, difensori di Cuffaro. Queste le loro parole: “Il Tribunale del riesame, in accoglimento delle tesi ed eccezioni difensive, ha rigettato l’appello della Procura contro l’ordinanza del Gip che aveva rigettato la richiesta degli arresti domiciliari per la corruzione contestata oltre che a Cuffaro anche al deputato regionale Carmelo Pace, all’imprenditore favarese Alessandro Vetro e al direttore del Consorzio di bonifica Giovanni Tomasino”.
Il Tribunale ha pure rigettato la richiesta di sequestro di 25mila euro
Lo stesso Tribunale ha pure rigettato la richiesta di sequestro preventivo di 25.000 euro e la riqualificazione della vicenda Dussmann in corruzione e dichiarato inammissibile l’appello per l’associazione a delinquere.
LA REPLICA, data 11/2/2026
Riceviamo e pubblichiamo la replica di Dussmann rispetto all’articolo in questione:
“Vi contattiamo in merito e a completamento dell’informazione rispetto all’articolo pubblicato sul vostro sito Qds.it in data 6 febbraio, dal titolo ‘Appalti truccati sulla sanità in Sicilia, Cuffaro rimane ai domiciliari, relativo all’inchiesta per corruzione sulla sanità in Sicilia, in particolare all’interno della frase da voi riportata ‘La riqualificazione della vicenda Dussmann (appalto servizi dell’Asp di Siracusa) in corruzione e non come traffico di influenze illecite’, Dussmann Service intende chiarire che la terminologia utilizzata non è corretta in quanto non esiste alcuna ‘vicenda Dussmann’, come, peraltro, confermato anche dall’ordinanza del GIP del Tribunale di Palermo, che rileva “[…] elementi indiziari [appaiono] tutt’al più univocamente riferibili a un intervento dei commissari in favore della Pfe, non già di Dussmann”.
“Ribadiamo e precisiamo ancora una volta la totale estraneità di Dussmann ai fatti oggetto dell’indagine della Procura di Palermo, della cui esistenza la Società è venuta a conoscenza dai giornali”.
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