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Approvato il decreto Sicurezza, ecco gli interventi della legge. E l’opposizione canta in aula Bella ciao

Approvato il decreto Sicurezza, ecco gli interventi della legge. E l’opposizione canta in aula Bella ciao
Camera dei deputati. Foto Imagoeconomica

Il testo è passato con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto. Sono 33 gli articoli del provvedimento che interviene molto su immigrazione e violenza giovanile ma arriva anche la vigilanza rafforzata, ossia aree specifiche individuate al prefetto dove i controlli delle forze dell’ordine saranno più serrati

Il decreto Sicurezza è stato approvato definitivamente. Il testo ha passato la votazione alla Camera con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto. Non sono mancate le proteste dell’opposizione in aula che intonato Bella ciao e mostrato cartelli con la scritta: “La nostra sicurezza è la costituzione”.

Il nuovo decreto sicurezza, cosa prevede la legge

Sono 33 gli articoli del provvedimento che interviene su immigrazione, violenza giovanile e, appunto, sicurezza mentre la Ragioneria ha certificato un investimento di 100 milioni di euro in dieci anni. Per il 2026 sono stati stanziati 50,5 milioni.

La misura più discussa è senza dubbio quella sul bonus agli avvocati che seguono le pratiche dei rimpatri volontari dei migranti. Dopo l’altolà del Colle la norma è stata modificata estendendo il compenso a tutto il mondo dell’associazionismo che si occupa di migranti.

Il testo correttivo ha avuto il via libera con una riunione lampo che si è tenuta a Palazzo Chigi subito dopo il voto del Parlamento proprio per recepire le modifiche chieste da Mattarella.

Coltelli, furti e la violenza giovanile

Il governo ha inserito nel pacchetto una stretta sulle armi bianche. L’obiettivo è limitare la diffusione di coltelli e strumenti da taglio tra i giovanissimi, inasprendo le sanzioni per il porto ingiustificato fuori dalle mura domestiche e introducendo il divieto di vendita. Il nuovo reato di porto ingiustificato di coltelli prevede fino a tre anni di reclusione. 

Viene estesa la misura della confisca dei beni per chi si macchia di rapina aggravata o della neonata fattispecie di “rapina di gruppo”. Una stretta che riguarda anche i furti con strappo: d’ora in poi rientreranno in questa categoria più grave anche i furti commessi con destrezza di mezzi di pagamento e dispositivi.

Sugli spacciatori abituali decade la lieve entità

Il decreto introduce l’obbligo di confisca del veicolo per chi viene sorpreso a spacciare. Inoltre, per i “pusher di professione”, cade la possibilità di invocare la cosiddetta “lieve entità”: se lo spaccio è sistematico e continuativo non ci saranno sconti. 

Sicurezza urbana, ecco le zone a vigilanza rafforzata

Un altro capitolo riguarda la sicurezza urbana. Debuttano le “zone a vigilanza rafforzata”, ovvero specifiche aree individuate dal prefetto dove i controlli saranno più serrati, mentre per quanto riguarda le manifestazioni chi commette danneggiamenti potrà essere arrestato in flagranza differita.

Sul fronte dell’organizzazione, il decreto anticipa al 2027 il concorso per 2.400 ispettori di polizia (basato sui soli titoli) e blocca le promozioni in Finanza per chi ha condanne, anche solo in primo grado. Per l’immigrazione, la linea è il pugno duro: i detenuti stranieri perdono i benefici se non collaborano all’identificazione, mentre per accelerare la costruzione e il restyling dei Cpr vengono sospesi i normali vincoli del Codice degli appalti fino al 2028.

L’opposizione canta Bella ciao, Salvini: “Non è un festival canoro”

L’opposizione ha protestato veemente. Secondo il Pd il provvedimento rappresenta “la certificazione del fallimento dell’azione del governo Meloni: siamo già al quarto decreto in materia – spiegano i dem -, prova dell’inefficacia delle misure adottate”.

Nel mirino anche la linea dell’esecutivo, giudicata “sempre uguale a sé stessa: nuovi reati e pene più alte, senza rispondere ai bisogni reali di sicurezza di cittadini e territori”. Le opposizioni hanno intonato Bella ciao e l’inno nazionale. Al coro Fratelli d’Italia si è poi unita anche la maggioranza.

Salvini ha commentato: “Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale ma quelli cantano Bella Ciao, mi sembra una mancanza di rispetto”.

Meloni: “Passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini e difendere le divise”

Il governo “compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice” scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni commentando il via libera al testo. “In Italia la legalità non è negoziabile. Più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale”. Più tutele per le forze dell’ordine, prosegue Meloni, “per i cittadini onesti, per chi ogni giorno chiede solo di vivere in sicurezza”. 

“Noi andiamo avanti così” conclude la premier, “con serietà, determinazione e con la volontà di dare risposte concrete agli italiani”. 

Molinari: “Decreto concreto per garantire più sicurezza e legalità

“Il nuovo decreto Sicurezza, fortemente voluto dalla Lega, rafforza le norme giuste e di buon senso già previste nel provvedimento precedente. Maggiore attenzione ai fenomeni di criminalità giovanile coinvolgendo anche le famiglie, contrasto alle baby gang e agli spacciatori con pene più aspre per i pusher, pene più severe per chi ruba nelle nostre case e contro i borseggiatori, argine all’infiltrazione di frange violente all’interno delle manifestazioni. Ma anche rafforzamento della polizia locale, delle risorse per la videosorveglianza nei comuni e tutela legale e processuale per le nostre Forze dell’Ordine”. Così in una nota il deputato Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati.

L’esponente del Carroccio prosegue: “Mettiamo inoltre un freno all’all’immigrazione irregolare, con rimpatri ancora più veloci e certi. Chi non ha diritto a restare nel nostro Paese non può continuare a circolare nelle nostre strade. I cittadini hanno diritto a vivere in tranquillità senza paura di dover subire molestie, di imbattersi in situazioni di spaccio tra pusher o di subire atteggiamenti violenti e aggressivi. Un decreto estremamente concreto, che punta a ridurre i fenomeni di microcriminalità, e a garantire più sicurezza e maggior legalità”.

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