Si apre l’anno giudiziario a Catania. Il presidente facente funzioni della Corte d’appello Giovanni Dipietro, dopo i ringraziamenti di rito con in primis al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha letto il rapporto annuale e fatto una fotografia della situazione nel capoluogo etneo. Tra i punti presi in considerazione la carenza d’organico ma anche un minor numero di procedimenti legati non tanto al fatto della minore litigiosità delle persone ma dovuto anche a una minor fiducia nella giustizia, come sottolinea Dipietro “nella percezione di una presunta minore affidabilità degli organi di tutela, sia di durata dei procedimenti sia di qualità dei prodotti giudiziari”.
Tra le duecento pagine del rapporto che prende in esame il periodo dall’1 luglio 2024 al 30 giugno 2025 alcuni dati:
nel settore civile, con una sopravvenienza di affari ancora in diminuzione, sia nei procedimenti contenziosi ordinari e del lavoro, sia in quelli camerali, va segnalata l’ulteriore sensibile diminuzione della pendenza (4.775 procedimenti contenziosi pendenti al 30 giugno 2025, rispetto ai 5.172 pendenti al 30 giugno 2024 e ai 5.987 pendenti al 30 giugno 2023, e 458 procedimenti camerali pendenti al 30 giugno 2025 rispetto ai 752 pendenti al 30 giugno 2024 e ai 794 pendenti al 30 giugno 2023).
Il relativo indice di ricambio per i procedimenti contenziosi ordinari si è così attestato in Corte al 114,1% e quello di smaltimento al 40,1%; anche per i procedimenti camerali i dati risultano soddisfacenti (128,1% quello di ricambio; 74,7% quello di smaltimento).
La durata prognostica dei processi contenziosi in Corte d’appello, ben al di sotto dei due anni (essendo pari a 547 giorni), è anche nettamente in diminuzione rispetto ai 722 giorni del precedente anno giudiziario (dati elaborati dall’Ufficio statistico distrettuale).
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