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Quanto costa mettersi in proprio e aprire una partita Iva: vincoli e agevolazioni

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Quanto costa mettersi in proprio e aprire una partita Iva: vincoli e agevolazioni

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martedì 26 Aprile 2022 - 00:00

Regime forfettario: le spese variano a seconda dell’inquadramento fiscale e del servizio di consulenza. Ecco le soluzioni low cost per la gestione e aliquota vantaggiosa del 5% per i primi 5 anni

Mettersi in proprio ed aprire la partita Iva nel 2022 può rivelarsi un’ottima idea, perché ad oggi è possibile approfittare di alcune agevolazioni interessanti, che consentono di risparmiare parecchio in termini di tassazione e non solo.

Per tutti quelli che intendono aprire una propria attività da autonomi, conviene aderire al regime forfettario, che prevede un’aliquota molto più bassa rispetto a quella del regime ordinario e dei costi generali nettamente inferiori.

L’unico vincolo riguarda il fatturato annuo incassato, che non deve superare i 65.000 euro.

Quanto costa aprire una partita Iva nel regime forfettario?

Andiamo a vedere tutte le voci di spesa che bisogna prendere in considerazione.

Per attivare una Partita Iva in regime forfettario, vi sono costi variabili a seconda dell’inquadramento fiscale, oltre che del servizio di consulenza al quale ci si appoggia.

Mentre i professionisti possono portare a termine l’operazione totalmente a costo zero, per artigiani e commercianti bisogna preventivare circa 100 euro di spese vive, alle quali si aggiunge l’onorario del consulente che si occuperà delle incombenze burocratiche.

Soluzioni low cost per titolari di partita IVA nel regime forfettario

Al giorno d’oggi esistono soluzioni low cost come Fiscozen, che propongono un abbonamento comprensivo di tutti gli aspetti legati alla gestione della Partita Iva, dalle tariffe decisamente vantaggiose. Si spendono solamente 299 euro + Iva all’anno ed il pacchetto comprende tutti i servizi che solitamente sono in capo al commercialista (come ad esempio, invio degli F24, predisposizione della dichiarazione dei redditi, Instrastat, etc).

Costi per la consulenza fiscale

Altri costi che bisogna considerare nel momento dell’apertura della partita Iva sono quelli relativi al commercialista. Parliamo dunque di predisposizione del Modello Redditi, degli F24 per il versamento delle imposte e dei contributi, e via dicendo. Anche in questo caso, gli importi possono variare a seconda del professionista al quale ci si rivolge ma come abbiamo già accennato esistono servizi online come Fiscozen che permettono di risparmiare notevolmente senza rinunciare ad una consulenza di alto livello.

Tasse e contributi previdenziali

Un’altra voce di spesa che tutti coloro che aprono partita IVA devono considerare è quella relativa alle tasse e ai contributi previdenziali. In questo caso parliamo di costi variabili, che vengono calcolati sulla base del reddito effettivo.

Quanto si paga nel regime forfettario?

Aprendo partita Iva in regime forfettario, però, si ottengono dei vantaggi non indifferenti da tale punto di vista. L’aliquota applicata per i primi 5 anni è del 5% mentre a partire dal sesto anno è del 15%: un valore inferiore rispetto a quella che devono corrispondere i contribuenti che operano in regime ordinario. Bisogna, poi, considerare i contributi previdenziali, il cui ammontare dipende dalla Cassa di riferimento: si va dal 25,72% del reddito lordo per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, ad un contributo fisso di circa 3.850 euro, dovuto a prescindere dal reddito, per le ditte individuali.

Costi extra da considerare per i titolari di partita IVA

È importante ricordare che durante la propria attività i titolari di Partita Iva potrebbero avere dei costi extra da sostenere. Ad esempio? Quelli relativi all’emissione di fatture elettroniche (che presto dovrebbero diventare obbligatorie anche per i forfettari). Inoltre, chi acquista o presta servizio verso committenti europei è tenuto a presentare il Modello Intrastat.

Alcuni servizi come Fiscozen prevedono un abbonamento comprensivo anche di questi costi, ma ci sono commercialisti che fanno pagare queste pratiche extra.

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