Arbitro per le controversie finanziarie, dalla Sicilia solo 97 istanze nel 2020 - QdS

Arbitro per le controversie finanziarie, dalla Sicilia solo 97 istanze nel 2020

Roberto Pelos

Arbitro per le controversie finanziarie, dalla Sicilia solo 97 istanze nel 2020

sabato 10 Aprile 2021 - 00:00

La nostra regione è all’ottavo posto in graduatoria. In testa la Puglia seguita dall’Emilia-Romagna. Tra le prime 20 prime venti province per ricorsi presentati non vi è nessuna realtà siciliana

ROMA – Sono 97 per una percentuale del 5,5% le istanze presentate in Sicilia nel 2020 presso l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), l’organo istituito dalla Consob nel 2017 per la risoluzione delle controversie tra investitori “retail” e intermediari per la violazione di obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che gli intermediari devono rispettare quando prestano servizi di investimento o il servizio di gestione collettiva del risparmio.

La nostra regione si trova all’ottavo posto in una graduatoria che vede in testa la Puglia con 455 ricorsi e una percentuale del 25,7%, seguita dall’Emilia-Romagna dove sono state presentate 231 istanze (13,0%) e dalla Lombardia con 205 ricorsi (11,6%). All’ultimo posto troviamo la Sardegna con sole cinque istanze presentate e una percentuale dello 0,3%. Nella nostra terra, dal 2017 al 2018, si era registrato un incremento considerevole delle istanze presentate, da 84 a 113, per poi scendere nei due anni successivi fino a 100 e poi a 97 ricorsi.

A far registrare un aumento piuttosto consistente nel corso degli anni, è la Puglia: 128 nel 2017, 305 nel 2018, 394 nel 2019 e, come detto poc’anzi, 455 nel 2020. Tra le prime 20 province per numero di ricorsi presentati non è presente nessuna realtà siciliana; a primeggiare in questa graduatoria è Bari con 325 istanze e una percentuale del 71,4% sul totale dei ricorsi ricevuti nella Regione di appartenenza. Come si è già registrato negli anni precedenti, seguono alcune tra le maggiori aree metropolitane del Paese: Roma, dove i ricorsi presentati secondo il rapporto sono 122 (91,7%), Milano con 99 istanze (48,3%) e Napoli con 60 ricorsi (53,1%), alle quali si aggiunge la provincia di Forlì-Cesena per la quale si registrano 120 ricorsi (51,9%) pari a oltre la metà delle istanze complessivamente pervenute dall’Emilia-Romagna. Fanalino di coda è invece Venezia con 20 ricorsi e una percentuale del 20,4% sul totale dei ricorsi ricevuti nella regione di appartenenza.

Le province dalle quali è pervenuto almeno un ricorso sono state 104, dunque, la quasi totalità delle province italiane (110). Quanto alla distribuzione per macro aree, il maggior numero di istanze all’Arbitro per le controversie finanziarie è pervenuto dalle regioni del Sud e dalle Isole (44,6%, il 36,3% nel quadriennio), seguite dalle realtà del Nord (37,1%, il 43% nel quadriennio) e da quelle del Centro del Paese (17,7%, il 20,2% nel quadriennio). Nel quadriennio 2017-2020 è rimasto quasi immutato il numero dei ricorsi di provenienza estera ed anche nel 2020 si è attestato a valori residuali (0,6% del totale, 0,5% nel quadriennio).

Nel 2020 hanno trovato conferma i dati, già registratisi negli anni precedenti, riguardanti la tipologia dei ricorrenti: le istanze pervenute all’Arbitro per le controversie finanziarie sono state trasmesse, per la maggior parte da persone fisiche (97,6%) contro il 2,4% di persone giuridiche; il 62,8% delle istanze è pervenuto da persone di sesso maschile che dunque superano il 34,8% di ricorsi di provenienza femminile. Per quel che attiene alle fasce di età, secondo il rapporto in oggetto, la maggior parte dei ricorsi proviene dalle fasce anagrafiche di età compresa tra i 45 e i 74 anni (45-54, 55-64, 65-74) che rappresentano, nel complesso, il 71% del totale con una prevalenza dei ricorrenti di età compresa tra i 55 e i 64 anni (25,4%). Da non trascurare affatto, comunque, anche la quota degli over 74 che si attesta ad un considerevole 18,4%.

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