PALERMO – Mentre l’Isola continua a fare i conti con le pesantissime conseguenze derivanti dal passaggio del ciclone Harry, quanto accaduto ha messo in evidenza quanto sia fondamentale rendere l’Isola un territorio più sicuro, anche attraverso un sensibile potenziamento della rete di emergenza che possa attivarsi prontamente quando le situazioni lo richiedono.
Piano di investimenti della Protezione civile regionale
Rientra in questo contesto – nonostante l’adozione di tale strumento sia avvenuto prima del passaggio di questa straordinaria ondata di maltempo in Sicilia – il piano di investimenti varato con l’approvazione del decreto dirigenziale n. 1768, con cui il dipartimento regionale della Protezione civile ha dato il via libera a una graduatoria provvisoria che mette in campo risorse destinati ai vari territori.
Fondi per prevenzione e gestione delle emergenze climatiche
L’iniziativa in questione si inserisce in una strategia più ampia che può contare su una dotazione complessiva di quasi 50 milioni di euro, di cui 3,5 specificamente destinati a una prima fase di interventi per opere pubbliche a regia regionale. L’obiettivo principale è non farsi trovare impreparati di fronte alle sfide del cambiamento climatico e ai rischi naturali, finanziando la creazione di aree di attesa per la popolazione, nuove elisuperfici per il soccorso rapido e l’adeguamento dei Centri operativi comunali dove vengono coordinate le emergenze. Interventi che spaziano dalla manutenzione straordinaria alla costruzione vera e propria di presidi di prevenzione, privilegiando i territori che risultano più esposti ai rischi ambientali.
I Comuni ammessi alla fase successiva di valutazione
Analizzando i risultati della selezione, sono trentacinque i progetti che hanno ottenuto il semaforo verde per passare alla fase successiva di valutazione del merito. Tra i Comuni della provincia di Agrigento che hanno presentato proposte vincenti troviamo Aragona e Grotte per la riqualificazione dei Centri operativi, Favara con il recupero di un bene confiscato e Lucca Sicula per una nuova elisuperficie.
Nel catanese, i finanziamenti riguarderanno elisuperfici a Maletto, Adrano, Nicolosi, Maniace e Ragalna, oltre ad aree di protezione civile a Caltanissetta, Bronte e Belpasso. Anche l’ennese vede protagonisti comuni come Calascibetta, Piazza Armerina e Agira, mentre nel messinese sono stati ammessi i progetti di Capri Leone, Milazzo, Acquedolci, Sinagra, Floresta e altri piccoli centri montani. Nel trapanese, infine, spiccano gli interventi programmati a Salemi, Salaparuta e Marsala.
I progetti esclusi e le cause di inammissibilità
Non per tutti i Comuni, però, l’esito è stato positivo, poiché ventuno istanze sono state giudicate non ammissibili e tre sono risultate irricevibili. In molti casi l’esclusione è stata causata da errori burocratici o dalla mancanza di documenti essenziali, come nel caso di Riposto e Santa Maria di Licodia, bocciati per l’assenza delle schede tecniche ambientali o di documenti utili alla valutazione.
Altri Comuni, tra cui San Pietro Clarenza, Paternò, Licodia Eubea e San Gregorio, hanno visto respingere i loro progetti perché l’opera proposta non risultava inserita nel Piano di protezione civile comunale, un requisito fondamentale per garantire la coerenza dell’intervento. In tre casi specifici, ovvero per i Comuni di Malvagna, San Piero Patti e Pagliara, le domande sono state dichiarate irricevibili semplicemente perché inviate oltre i termini di scadenza previsti dal bando.

