Nuove indagini su Gaetano Armao. Questa volta sotto la lente di ingrandimento vanno i compensi per le consulenze. La procura regionale della corte dei conti ha delegato il nucleo di polizia economica finanziaria che ha eseguito un blitz negli uffici della Regione per sequestrare i documenti sui contratti sottoscritti con l’avvocato Armao, coinvolto in un’inchiesta per corruzione su presunte mazzette che coinvolge manager, medici e imprenditori destinatari di richieste di misure cautelari.
Le consulenze di Armao
Gaetano Armao ricopriva due ruoli: consulente del presidente della Regione Siciliana, incarico da cui si è dimesso non appena ha avuto notizia dell’indagine, e presidente della Commissione tecnico-specialistica (Cts), l’organismo che autorizza i nuovi progetti imprenditoriali nel settore delle energie alternative.
Quest’ultimo incarico è scaduto lo scorso agosto e non è stato rinnovato dall’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente, Giusi Savarino.
L’altra indagine
L’indagine contabile si muove in parallelo rispetto a quella della procura della repubblica, che ha iscritto Armao nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione, richiedendone l’arresto.
Secondo le ricostruzioni dei poliziotti della squadra mobile, l’ex vicepresidente della Regione sarebbe al centro di un presunto giro di tangenti. Durante l’interrogatorio preventivo, Armao si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha tuttavia depositato una memoria difensiva e reso dichiarazioni spontanee per respingere le accuse, sostenendo che le somme contestate non siano tangenti, bensì legittimi compensi professionali e prestiti.
Si attendono le decisioni del giudice
Nondimeno, si attendono anche le decisioni del giudice per le indagini preliminari che ha ascoltato i nove indagati dell’inchiesta. Il responso dovrebbe arrivare la settimana prossima settimana. Il gip Giuseppa Zampino si è presa qualche giorno di tempo per esaminare le dichiarazioni degli indagati e le memorie presentate dai loro legali.
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