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Arresti voto di scambio, Lagalla minaccia: “Dimissioni impresentabili o lascio”

Arresti voto di scambio, Lagalla minaccia: “Dimissioni impresentabili o lascio”
Roberto Lagalla, nuovo sindaco di Palermo

Il candidato: “A breve la Commissione nazionale antimafia diramerà la lista degli impresentabili. Chiederò ai partiti le dimissioni di quanti, eletti, risultino avere legami con la mafia”

“Il caso Lombardo parrebbe essere simile a quello Polizzi, dove un certo tipo di controllo, che va oltre i requisiti formali, può essere effettuato solo dalla magistratura. Ancora i dettagli non sono noti, tuttavia, non posso che rivolgere un plauso alla Squadra mobile di Palermo e alla Procura della Repubblica per la tempestività dell’operazione. Questi casi dimostrano che non è la mafia a condizionare la politica ma singole mele marce che cercano ipotetiche scorciatoie elettorali. Adesso basta. A breve la Commissione nazionale antimafia diramerà la lista degli impresentabili. Chiederò ai partiti le dimissioni di quanti, eventualmente eletti, risultino avere legami con Cosa nostra. Se ciò non avverrà sarò io a rassegnare le dimissioni da primo cittadino di Palermo”. Così il candidato sindaco di Palermo del centrodestra Roberto Lagalla.

Le reazioni degli avversari

«Questa tornata elettorale a Palermo sta diventando una questione nazionale. Dobbiamo essere tutti sconvolti da questi due arresti a distanza di due giorni. Due candidati delle liste del centrodestra sono stati arrestati per scambio elettorale politico-mafioso. Questa è l’accusa, ovviamente tutta da provare». Lo ha detto, nel corso di un punto stampa, Giuseppe Conte a proposito delle vicende di Palermo, Comune che come Taranto domenica andrà al voto.

«Aggiungiamo che quelle liste – ha aggiunto il leader M5s che stasera chiude la campagna elettorale a Taranto – sono state ispirate da personaggi come Dell’Utri e Cuffaro, e quindi c’è un’emergenza palermitana che è diventata siciliana, che è diventata nazionale».

«Non possiamo permettere che difronte ai soldi del Pnrr, il malaffare e la criminalità mafiosa organizzata possa, come dire, fare tornare gli scambi clientelari per creare comitati di affari che rubano soldi ai cittadini», ha detto ancora Conte.

«E ora Roberto Lagalla fermi la sua folle macchina. Il secondo arresto per 416-ter a Palermo nel giro di 48 ore, l’ultimo giunto a poche ore dal silenzio elettorale prima del voto di domenica, è un fatto di una gravità inaudita senza precedenti nella storia». Lo dice il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, dopo l’arresto di un candidato al consiglio comunale di Palermo in quota FdI per voto di scambio politico mafioso. «Che il clima elettorale fosse pesante lo abbiamo detto in tempi non sospetti. La questione etica e morale viene continuamente calpestata a fronte della folle corsa al voto da parte del centrodestra. Ora però è il momento – prosegue – di prendere atto della realtà e di fare non uno ma 100 passi indietro. Lagalla chieda scusa ai palermitani, all’intera nazione e si ritiri in buon ordine. Lo faccia per il bene e per l’immagine di Palermo. Anche i leader nazionali e regionali del centrodestra, mettano un punto a questa corsa disastrosa».

“Se Lagalla accetta il sostegno elettorale di due condannati per mafia, quali Cuffaro e Dell’Utri, è ovvio che vi siano candidati in Consiglio Comunale della sua coalizione che considerino naturale chiedere i voti ai boss mafiosi. È questo quello che sta avvenendo in questa campagna elettorale: siamo davanti ad uno smottamento morale, un indebolimento degli anticorpi politici contro la mafia. Due arresti in tre giorni per voto di scambio sono il segno di una degenerazione della coalizione che sostiene Lagalla il quale ha, ormai, le ultime ore per dire che non accetta i voti organizzati dai condannati per mafia e dai boss mafiosi”. Lo dichiara Giusto Catania, assessore al Comune di Palermo e candidato di Sinistra Civica Ecologista alle elezioni comunali.