“Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato trentaquattro leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Siciliana n. 13 del 28/05/2026, recante “Norme in materia di personale ed enti locali. Disposizioni varie”, in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile, previdenza sociale e coordinamento della finanza pubblica, violano l’articolo 117, secondo comma, lettere l) e o), e terzo comma, i principi di uguaglianza, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione, nonché l’articolo 81 della Costituzione relativamente alla copertura finanziaria”.
Con questa nota, diramata in queste ore da Palazzo Chigi, il Governo informa come – dal CdM di questa mattina, e su proposta del Ministro Calderoli – si è optato per impugnare la legge della Regione Siciliana n.13 del 28 maggio del 2026, avete come struttura le “Norme in materia di personale ed enti locali. Disposizioni varie”. Tutto ciò infatti, è stato ritenuto come “in contrasto con la normativa statale in materia” e come “una violazione” dei principio di uguaglianza e imparzialità.
Giambona (PD): “Impugnativa del Governo? Schifani difenda l’autonomia siciliana e il buon senso”
“L’impugnativa della Presidenza del Consiglio dei ministri su alcune disposizioni della legge regionale n. 1030 – stralcio A chiama il presidente Schifani a una precisa assunzione di responsabilità. È il momento di far valere nei confronti di Roma le prerogative dello Statuto siciliano e difendere norme di buon senso che rispondono a esigenze concrete dell’amministrazione regionale e dei cittadini”. Lo dichiara Mario Giambona, vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana.
“Tra le norme impugnate – prosegue Giambona – c’è l’articolo 1, comma 2, sul trattamento del personale regionale. Rimane salva la parte che equipara i dipendenti del contratto 2 a quelli del contratto 1, consentendo anche a questi ultimi di accedere all’anticipazione, ma viene contestata la previsione che fissa in dodici mesi il termine per il pagamento. È una norma che il Partito Democratico ha fortemente sostenuto per rendere più attrattivo il lavoro nella pubblica amministrazione regionale e che riteniamo rientri pienamente nelle competenze attribuite alla Sicilia dal suo Statuto speciale. Su questo punto la Regione non può arretrare: deve resistere all’impugnativa e difendere le proprie prerogative”.
“Viene poi impugnato l’articolo 14, che consente l’attivazione dei corsi del CEFPAS dedicati alla salute mentale. La motivazione è il permanere del piano di rientro sanitario. Ma allora è legittimo chiedersi fino a quando la Sicilia dovrà restare ostaggio di questi vincoli, rinunciando a investire nella formazione e nel potenziamento di servizi essenziali come quelli per la salute mentale. Non possiamo continuare a penalizzare i cittadini siciliani”.
“L’impugnativa riguarda inoltre l’articolo 15, che introduce una possibilità di cumulo in materia pensionistica per il personale transitato dal gennaio 2001, e l’articolo 20, che sancisce l’incompatibilità tra gli incarichi di direttore generale e direttore sanitario delle ASP e le cariche di sindaco, amministratore o consigliere comunale. Anche in questo caso si tratta di disposizioni improntate alla trasparenza, alla corretta amministrazione e alla separazione tra funzioni amministrative e incarichi politici”.
“Chiediamo al presidente Schifani – conclude Giambona – di aprire immediatamente un confronto con il Governo nazionale per salvaguardare le norme che ricadono nelle competenze della Regione Siciliana, a partire dall’articolo 1. Difendere l’autonomia speciale non significa rivendicare privilegi, ma tutelare strumenti utili a rendere più efficiente la macchina amministrativa e migliori i servizi ai cittadini. È questa la battaglia che il Governo regionale deve condurre con determinazione. Resta invece in vigore la norma sul blocco delle assunzioni, così come modificata nell’ultimo stralcio della legge”.
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