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ArtEcclesiae Catania alla Bit Milano: “Turisti in crescita e 25 assunzioni per valorizzare il patrimonio diocesano catanese”

ArtEcclesiae Catania alla Bit Milano: “Turisti in crescita e 25 assunzioni per valorizzare il patrimonio diocesano catanese”
ArtEcclesiae Catania alla BIT

Il focus a due mesi dall’attivazione del percorso dei beni culturali ecclesiastici in accordo con l’Arcidiocesi di Catania. Ne hanno parlato l’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato e il presidente Paolo Babbo

Il modello ArtEcclesiae Catania è stato apprezzato alla Fiera BIT di Milano, la Borsa internazionale del turismo, conclusa la scorsa settimana, che ogni anno riunisce i principali attori globali dell’offerta turistica. L’attività, frutto di un accordo con l’Arcidiocesi di Catania e coordinata da AR.CA, guidata da Paolo Babbo, anche presidente di ArtWork, offre un nuovo modello di accoglienza e cura del turista lungo l’itinerario che si snoda attraverso alcune delle più significative chiese di Catania: Cattedrale, Collegiata e Trittico Agatino. Un’iniziativa che ha già avuto un impatto di rilievo a livello occupazionale sul territorio con l’impiego di 25 dipendenti, generando grande interesse tra istituzioni, operatori turistici e visitatori, confermandosi come best practice per la fruizione del patrimonio culturale ecclesiastico. ArtEcclesiae Catania è anche un tassello decisivo nella gestione ottimale dei flussi turistici del Giubileo Agatino in corso nel centro etneo.

Un modello apprezzato anche da Francesco Paolo Scarpinato, Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, presente anche lui in fiera: “Questa realtà riesce a coniugare l’identità storica, l’identità siciliana, perché se si parla di Sant’Agata parliamo di Catania”. Un impegno – ha proseguito l’assessore – che si lega al principio unico che “alimenta ogni giorno l’Assessorato dei Beni Culturali: parliamo del Codice dei Beni Culturali e quindi tutela, valorizzazione e fruizione del nostro patrimonio”. Un messaggio che trova pieno accoglimento nella riflessione di Paolo Babbo, presidente di AR.CA: “Noi siamo al servizio di questo importante patrimonio religioso e culturale: siamo convinti che i catanesi e i turisti risponderanno in maniera appassionata, come già dai primi giorni di servizio abbiamo potuto constatare. Potranno veramente godere di un servizio nuovo che deve valorizzare la città e il culto di Sant’Agata”. Sulla stessa linea don Orazio Bonaccorsi, direttore dell’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto dell’Arcidiocesi di Catania, che ha sottolineato il salto qualitativo garantito dall’attivazione di ArtEcclesiae Catania: “Una tradizione di storia, fede e bellezza insieme, gestita finora da semplici volontari e che adesso invece vede sul campo 25 persone regolarmente impiegate. I primi risultati di questa collaborazione preziosa già si vedono”.

Un servizio strutturato e puntuale che risponde pienamente alla strategia della Regione Siciliana. Lo ha confermato Daniela Lo Cascio, Dirigente del Servizio Comunicazione dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, anche lei ospite allo stand di ArtEcclesiae, che ha inquadrato l’iniziativa in una visione più ampia di professionalizzazione del settore turistico-culturale. “Plaudiamo all’iniziativa dell’Arcidiocesi di Catania di esternalizzare il servizio relativo alla gestione dei siti culturali ecclesiastici. Troppo spesso nel passato abbiamo registrato il malcontento dei turisti che spesso trovano le chiese e le cattedrali chiuse quando sono di passaggio: un’opportunità che perdono e che probabilmente non recupereranno mai più”. L’itinerario ArtEcclesiae opera nel pieno rispetto dei fedeli e delle attività religiose, di concerto con i parroci delle chiese coinvolte nel percorso, stabilendo, a tal proposito, l’estensione dell’orario di apertura dei monumenti coinvolti, nuove regole in materia di ticket d’ingresso e prenotazioni con aree riservate agli operatori professionali del turismo, per offrire una vasta gamma di percorsi e visite guidate personalizzate. “Un’attività del genere – ha aggiunto la dirigente – consente anche una gestione più professionale del servizio, una promozione migliore, più efficace, perché ognuno deve fare il suo mestiere. Fare turismo non può essere oggetto di improvvisazione, ma ci vuole una pianificazione, ci vuole uno studio, ci vogliono ricerche e soprattutto ci vogliono le persone giuste che facciano il lavoro per il quale sono ovviamente preparate e opportunamente specializzate”.