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Asp di Agrigento condannata: “Turni di reperibilità in eccesso” per gli infermieri

Asp di Agrigento condannata: “Turni di reperibilità in eccesso” per gli infermieri
Asp Agrigento

L’Asp di Agrigento dovrà risarcire il personale infermieristico di oltre 167 mila euro per aver imposto dei turni di reperibilità oltre i limiti previsti dal contratto

In Italia la vera emergenza sanitaria riguarda il personale infermieristico sempre più sfoltito. Non è infatti solo il numero dei medici ad essere carente, ma anche e soprattutto quello degli infermieri. In un momento in cui il Servizio sanitario prova a riorganizzarsi, finanziato dal Pnrr, con l’impegno a realizzare nuove strutture territoriali, la vera emergenza che dovrà essere una volta per tutte attenzionata è proprio la questa carenza. Si prevede infatti la necessaria integrazione di 35 mila professionisti sanitari in più nei prossimi anni, la maggior parte infermieri. Secondo lo studio Bankitalia di dicembre 2025, l’Italia occupa gli ultimi posti in Europa con circa 65 infermieri ogni 10 mila abitanti, contro una media UE che supera quota 80.

L’emergenza al Sud

La necessità di integrare nuovo personale infermieristico si fa ancora più seria e cruciale nel Meridione. Se parametrato agli abitanti, il fabbisogno di infermieri sale fino a quasi 50 unità ogni 100 mila residenti, contro una media nazionale compresa tra 23 e 38. La problematica è seria perché se non si investirà per risolverla, si rischierà di avere nuove strutture sanitarie con poco personale e dunque inefficienti come anche case della comunità aperte solo “sulla carta”. Seguirà poi una assistenza domiciliare molto limitata che porterà a un ulteriore sovraffollamento di ospedali e pronto soccorsi. Tutto ciò porta dunque il rischio di sprecare la grande occasione del Pnrr per mancanza di una adeguata risoluzione del problema formazione e per mancanza di un personale infermieristico regolare.

Il caso dell’Asp di Agrigento

Un esempio eclatante in Sicilia di deficit di infermieri è quello dell’Asp Agrigento. Una vertenza che andava avanti da anni si chiude oggi con il risarcimento di sette infermieri dell’Asp. Il personale ha vinto la causa contro l’Azienda sanitaria provinciale per i turni di pronta disponibilità svolti oltre i limiti previsti dal contratto. Il tribunale riconosce ai lavoratori un risarcimento per le ore di reperibilità in eccesso e per i riposi insufficienti. In appello l’importo è stato ridotto, ma la condanna è rimasta confermata: l’Asp dovrà versare più di 167 mila euro, somma che comprende sia gli indennizzi già liquidati sia gli interessi legali maturati nel tempo. Le somme saranno ripartite tra i sette infermieri, con importi diversi in base ai turni effettuati.