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Scandalo ritardi dei referti oncologici e il nodo delle richieste di risarcimento, l’Asp di Trapani corre ai ripari

Scandalo ritardi dei referti oncologici e il nodo delle richieste di risarcimento, l’Asp di Trapani corre ai ripari
Asp Trapani

L’azienda sanitaria teme una raffica di risarcimenti, nominato un perito esterno per valutare ogni singolo caso

Lo scandalo dei ritardi nella refertazione degli esami oncologici a Trapani si allarga: sono ormai dieci le cause intentate contro l’Asp locale. L’azienda sanitaria corre ai ripari, temendo risarcimenti molto elevati richiesti dai familiari delle vittime, e nomina un perito esterno per valutare i singoli casi.

Diffide e messa in mora

Dal novembre 2024 ad oggi, l’Asp di Trapani ha ricevuto dieci atti stragiudiziali di diffida e messa in mora. A firmarli sono pazienti oncologici che denunciano danni alla propria salute causati dal ritardo nella consegna dei referti istologici da parte dell’unità operativa di Anatomia patologica di Trapani e Castelvetrano. Nel documento firmato dal commissario straordinario Sabrina Pulvirenti, l’azienda riconosce la gravità della situazione e ammette il rischio di possibili conseguenze economiche. In altre parole, si teme di dover pagare ingenti risarcimenti qualora venga accertata la responsabilità della struttura o dei singoli sanitari.

Perito esterno per valutare i casi

La complessità clinica dei dieci casi ha spinto l’ufficio legale dell’Asp a cercare supporto esterno. Con una delibera, è stato conferito un incarico di consulenza ad Antonio Guajana, specialista in medicina legale. Il consulente avrà il compito di analizzare e valutare, insieme agli specialisti interni, le richieste di risarcimento per stabilire eventuali responsabilità e l’eventuale importo dovuto dall’Asp. L’obiettivo dichiarato è garantire “una più attenta e rigorosa valutazione medico-legale”. Per questo incarico, il professionista percepirà un compenso di 9.150 euro e parteciperà alle sedute del Cavs, il Comitato Valutazione Sinistri.

La punta dell’iceberg

Queste dieci richieste di risarcimento rappresentano solo la punta dell’iceberg di uno scandalo che ha scosso profondamente la comunità trapanese negli ultimi mesi. Tutto è iniziato con la tragica vicenda di Maria Cristina Gallo, professoressa deceduta per un cancro diagnosticato con mesi di ritardo a causa della mancata consegna dei referti. Fu la sua denuncia a far emergere un quadro allarmante: un arretrato di oltre 3.300 referti accumulati tra il 2024 e il 2025 negli ospedali di Trapani e Castelvetrano. Gli ispettori regionali e ministeriali hanno rilevato gravi disfunzioni: mancavano protocolli per gestire l’arretrato e il sistema informatico di tracciamento degli esami non era mai entrato in funzione. Secondo la Procura, la direzione del reparto avrebbe ignorato le direttive dei vertici aziendali, contribuendo alla disorganizzazione.

Procedimento penale

Attualmente, l’inchiesta penale vede 19 indagati tra medici, tecnici e infermieri, con ipotesi di reato che vanno dall’omicidio colposo, contestato in tre casi di decesso, alle lesioni colpose e all’omissione di atti d’ufficio. In questo procedimento, l’Asp di Trapani figura al momento tra le parti offese.

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