Roma, 9 ott. (askanews) – La narrazione proposta da Fondazione Marevivo, che ha lanciato una campagna contro l’uso del polistirene espanso (Eps) nel settore ittico, è “priva di riscontri scientifici e fondata su percezioni fuorvianti. L’Eps è la soluzione più sostenibile, performante e circolare per il comparto ittico. E lo dimostrano i fatti”. E’ la posizione di Aipe, l’associazione italiana polistirene espanso, in riferimento alla campagna “Bluefishers” di Fondazione Marevivo.
“Nonostante la pressione mediatica ingiustificata, tutti i tentativi di sostituzione si sono rivelati fallimentari, e oggi l’Eps viene scelto perché è indiscutibilmente il miglior materiale”, precisa Aipe.
Rispondendo alle critiche di Marevivo, Aipe sottoline che “non c’è alcuna alternativa equiparabile per performance tecniche, sicurezza alimentare e contributo nella riduzione degli sprechi alimentari. Diversi studi LCA – aggiunge – evidenziano come l’Eps composto al 98% da aria e riciclabile al 100% all’infinito sia la scelta migliore sotto il profilo ambientale. Tutte le alternative risultano più impattanti in termini di emissioni, consumo idrico e trasportabilità. Parlano chiaro anche i dati sull’inquinamento marino: l’Eps rappresenta meno dell’1% dei rifiuti plastici in mare. Non si deposita sui fondali, è facilmente selezionabile, e già oggi è parte integrante di circuiti virtuosi di raccolta e riciclo”.
Inoltre, il regolamento europeo PPWR non lo vieta: “promuove riciclabilità e contenuto riciclato, obiettivi su cui il settore lavora da oltre 30 anni con risultati tangibili”, conclude Aipe.

