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Assegno di inclusione 2026, ecco gli importi ma occhio al rinnovo Isee

Assegno di inclusione 2026, ecco gli importi ma occhio al rinnovo Isee
Immagine di repertorio. Foto di Vardan Papikyan, da Unsplash

L’assegno di inclusione (o Adi) è erogato dall’Inps e continua a rivolgersi alle famiglie più fragili. Ecco tutto quello che c’è da sapere, dai requisiti ai rinnovi Isee

L’assegno di inclusione è stato confermato anche per il 2026. Non è altri che la misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Ci sono però delle modifiche. L’assegno di inclusione (o Adi) è erogato dall’Inps e continua a rivolgersi alle famiglie più fragili, ossia in quelle dove è presente almeno una persona con disabilità, un minore, un anziano con più di 60 anni o persone inserite in percorsi di cura e assistenza certificati dai servizi socio-sanitari territoriali.

Nel tempo il sussidio ha subito diversi interventi normativi fino ad arrivare alla Legge di Bilancio 2026 che ne ha confermato l’impianto generale intervenendo però sulle regole di accesso e di rinnovo.

Tra le principali novità, l’eliminazione del mese di sospensione obbligatoria dopo i primi 18 mesi di erogazione, a fronte però di un meccanismo di riduzione temporanea dell’importo al momento del rinnovo. In questo articolo tutte le informazioni principali sulla misura di sostegno.

I requisiti per l’assegno di inclusione 2026, l’Isee di reddito. Chi può averlo, chi no

Hanno diritto all’assegno di inclusione nel 2026 le famiglie in cui sia presente almeno una persona con disabilità, un minorenne, una persona con almeno 60 anni di età oppure una persona in condizione di svantaggio inserita in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali, certificati dalla Pubblica amministrazione.

L’accesso è inoltre subordinato al possesso congiunto di una serie di requisiti di cittadinanza, residenza, patrimoniali e reddituali.

Il richiedente deve essere cittadino dell’Unione europea o titolare di un valido titolo di soggiorno, oppure dimostrare una residenza in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo al momento della domanda.

Non possono accedere al beneficio i nuclei in cui risultino intestati autoveicoli di grossa cilindrata immatricolati nei tre anni precedenti, imbarcazioni da diporto o aeromobili, eccezion fatta per i mezzi agevolati per persone con disabilità.

C’è anche un percorso personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa. Sul piano economico, l’Adi spetta alle famiglie con un Isee non superiore a 10.140 euro e un reddito familiare annuo entro i 6.500 euro, soglia che sale a 8.190 euro per le quelle composte esclusivamente da persone over 67 o da over 67 insieme a familiari con disabilità grave o non autosufficienza.

Isee che deve essere aggiornato sempre entro febbraio ed entro giugno per non perdere il diritto all’assegno d’inclusione e per non vedersi ridotto al minimo l’importo dell’assegno unico (che viene erogato a tuti i nuclei Isee in possesso dei requisiti ma con sensibili differenze d’importo). Se non si rinnova, viene attribuita in automatico la fascia più alta e quindi l’importo più basso.

Restano inoltre in vigore i limiti patrimoniali, con un patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, esclusa l’abitazione principale entro i limiti Imu, e un patrimonio mobiliare che parte da 6.000 euro per i nuclei monocomponente e aumenta in base alla composizione familiare.

Importi, durata e pagamento

L’assegno di Inclusione 2026 viene riconosciuto per una durata di 18 mesi, con possibilità di rinnovo per ulteriori 12 mesi, a patto di rispettare dei requisiti previsti dalla normativa. L’importo del beneficio non è uguale per tutti, ma varia in base alla composizione della famiglia e alla situazione reddituale.

Sostanzialmente, l’integrazione economica può arrivare tra i 500 e 510 euro mensili, mentre per famiglie composte esclusivamente da persone con almeno 67 anni o con disabilità grave l’importo massimo sale fino a circa 630–640 euro al mese.

A queste somme può aggiungersi un contributo per l’affitto fino a 280 euro mensili, destinato ai nuclei che vivono in un’abitazione in locazione. Dal 1° gennaio la quota base è stata rivalutata per adeguarla all’aumento del costo della vita, con un incremento dell’1,4% degli importi per chi già percepiva l’Adi nel 2025.

La carta di inclusione

Il pagamento dell’assegno di inclusione avviene attraverso la carta di inclusione, uno strumento elettronico ricaricabile gestito dall’Inps.

Per le nuove domande, il primo accredito viene disposto a partire dal giorno 15 del mese successivo alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale, mentre le mensilità successive sono erogate generalmente il 27 di ogni mese o nel primo giorno utile in caso di festività.

L’importo può essere suddiviso tra i componenti maggiorenni del nucleo familiare, con il riconoscimento delle quote pro-capite. In caso di decesso dell’unico beneficiario, l’erogazione viene interrotta e le somme non rientrano nell’asse ereditario, mentre se il nucleo è composto da più persone, le quote non erogate vengono redistribuite agli altri componenti.

Come si presenta la domanda e quando farla: due i canali principali

Le famiglie che rispettano i requisiti possono avanzare la domanda attraverso due canali principali.

Il primo è il portale web dell’Inps, dove l’accesso richiede credenziali Spid, Cns o Carta di Identità Elettronica. In alternativa, è possibile rivolgersi a patronati o Caf abilitati, che possono inoltrare la richiesta per conto dei beneficiari utilizzando i canali ufficiali dell’Inps.

La presentazione della domanda non è soggetta a scadenze fisse: i potenziali beneficiari possono richiedere l’Adi in qualsiasi momento dell’anno, non appena si verificano le condizioni necessarie per accedere al sostegno. Questo approccio continuo garantisce una maggiore flessibilità e la possibilità di non perdere l’erogazione del beneficio, assicurando così che il sostegno economico arrivi tempestivamente alle famiglie che ne hanno diritto.

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