Roma, 18 giu. (askanews) – Nel 2025 la produzione italiana di salumi ha raggiunto 1,173 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,6% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro (+1,9%). Sul mercato interno la disponibilità al consumo si è attestata a 989.200 tonnellate, confermando un lieve incremento (+0,5%), nonostante il permanere di una fase caratterizzata da inflazione, incertezza economica e attenzione delle famiglie alla spesa.
A sostenere la crescita del settore è stato l’export: nel 2025 le esportazioni di salumi italiani hanno raggiunto 231.645 tonnellate per un valore superiore a 2,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,3% rispetto all’anno precedente sia in volume sia in valore.
I dati sono stati resi noti oggi nel corso del convegno “Il futuro delle carni suine e dei salumi nell’era dell’incertezza globale”, svoltosi oggi a Roma nell’ambito dell’Assemblea annuale di Assica, l’associazione industriali delle carni e dei salumi aderente a Confindustria che oggi festeggia 80 anni dalla fondazione, realizzata con il supporto del progetto europeo “Trust Your Taste, Choose European Quality”.
Per quanto riguarda i consumi, quello pro capite si è attestato a 16,6 chilogrammi annui: al primo posto nella classifica dei salumi più consumati c’è sempre il prosciutto cotto, con una quota pari al 28,1% del totale dei salumi, seguito dal prosciutto crudo al 21,0%, da mortadella/wurstel al 19,6%, dal salame all’8,3% e dalla bresaola al 2,4%. Chiudono gli altri salumi al 20,6%. Per quanto riguarda l’export, che si conferma strategico per il comparto e che contribuisce a portare il saldo commerciale del settore oltre i 2,18 miliardi di euro, la crescita è stata trainata soprattutto dai mercati dell’Unione Europea, che hanno assorbito oltre 163 mila tonnellate di prodotto per un valore di 1,695 miliardi di euro, in aumento rispettivamente del 6,4% e del 6,6% rispetto al 2024.
Più complesso si conferma invece il quadro dei Paesi Terzi, che rappresentano comunque una componente fondamentale delle strategie di sviluppo delle imprese italiane. Su questi mercati continuano infatti a pesare le limitazioni derivanti dalla Peste Suina Africana (PSA), le tensioni geopolitiche e commerciali e il rallentamento di alcune economie internazionali. Il risultato raggiunto dalle esportazioni di salumi italiani verso i Paesi terzi, è stato di 67.835 tonnellate per un valore di 811 milioni di euro, registrando un +2,9% in quantità e un +2,6% in valore. A differenza dell’anno precedente, le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno subito una lieve flessione, fermandosi a 19.394 ton (-3,8%) per 249,2 milioni di euro (-5,8%).
Tra i prodotti più esportati si confermano i prosciutti crudi stagionati, che da soli superano il miliardo di euro di vendite all’estero. Positive anche le performance di salami, mortadelle, prosciutto cotto, bresaola e pancette stagionate, a testimonianza della crescente diffusione internazionale dell’intera salumeria italiana.

