In Italia il tema delle assicurazioni contro i disastri naturali sta guadagnando sempre più spazio nel dibattito pubblico, anche a causa della crescente frequenza di eventi estremi come alluvioni, frane e terremoti. In questo contesto si inserisce una proposta di legge depositata alla Camera (AC 2791), promossa da esponenti della maggioranza, con l’obiettivo di favorire la diffusione delle polizze catastrofali sulle abitazioni. L’impostazione scelta è chiara: nessun obbligo per i cittadini, ma un sistema articolato di incentivi economici.
I promotori e l’impostazione politica della misura
L’iniziativa è stata presentata da esponenti della Lega, tra cui Alberto Gusmeroli e Riccardo Molinari. Alla base della proposta c’è una precisa visione: spingere i cittadini ad assicurarsi non attraverso imposizioni, ma rendendo la copertura economicamente conveniente. Come sottolineato dagli stessi promotori, si tratta di un’opportunità e non di un obbligo, pensata per proteggere la prima casa e ridurre l’esposizione economica delle famiglie.
Gli obiettivi
La proposta persegue una duplice finalità. Da un lato mira a rafforzare la sicurezza economica delle famiglie e a tutelare il patrimonio immobiliare; dall’altro punta a ridurre il peso degli interventi pubblici successivi alle calamità. L’idea di fondo è quella di passare da una logica emergenziale, basata su interventi ex post, a un approccio preventivo, sostenuto da strumenti assicurativi incentivati.
L’ambito di applicazione
Il perimetro della misura non sarebbe generalizzato. Le eventuali coperture riguarderebbero infatti esclusivamente l’abitazione principale e gli immobili in regola dal punto di vista urbanistico. Resterebbero quindi esclusi gli edifici abusivi o non conformi ai titoli edilizi. L’intervento si configurerebbe dunque come una tutela mirata, concentrata sulle case di residenza.
Gli incentivi
Elemento centrale del provvedimento è il contributo economico diretto sul costo della polizza. Lo Stato si farebbe carico del 20% del premio assicurativo, con un tetto massimo di 100 euro annui per tutti, che salirebbe a 150 euro per i nuclei con ISEE inferiore a 25 mila euro. Questo beneficio verrebbe riconosciuto subito, sotto forma di sconto applicato al momento della sottoscrizione o del rinnovo, evitando meccanismi di rimborso successivo.
La ripartizione del costo
Uno degli aspetti più innovativi è la suddivisione dell’onere tra diversi soggetti. Il costo della polizza verrebbe ripartito in quattro quote: il 20% a carico del proprietario dell’immobile, un ulteriore 20% coperto dallo Stato, un altro 20% sotto forma di sconto obbligatorio imposto alle compagnie assicurative e il restante 40% eventualmente sostenuto dal datore di lavoro. Quest’ultima quota potrebbe essere finanziata attraverso premi di produttività detassati, su base facoltativa. In questo scenario, il cittadino potrebbe arrivare a sostenere soltanto una quota pari a un quinto del costo complessivo della polizza. L’obiettivo è rendere lo strumento accessibile anche alle famiglie con redditi medi o bassi, favorendone una diffusione più ampia nel tempo.
Le coperture previste e la funzione preventiva
Le polizze incentivate coprirebbero una vasta gamma di eventi naturali, tra cui terremoti, alluvioni, frane e altre calamità riconosciute ufficialmente dalle autorità. Si tratta di eventi in grado di provocare danni strutturali rilevanti agli immobili e di compromettere la stabilità economica delle famiglie. L’impostazione generale privilegia dunque la prevenzione rispetto agli interventi successivi al verificarsi dei danni.
Il finanziamento
Per sostenere il sistema di incentivi è prevista l’istituzione di un fondo specifico presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le risorse stanziate crescerebbero progressivamente nel tempo: 100 milioni di euro nel 2026, 150 milioni nel 2027 e 200 milioni annui a partire dal 2028. Questo meccanismo dovrebbe garantire la copertura finanziaria necessaria alla diffusione delle agevolazioni.
Requisiti tecnici e controlli sulle polizze
Per poter accedere agli incentivi, le polizze dovranno rispettare determinati standard minimi di copertura, che saranno definiti da un regolamento dell’IVASS. Le compagnie assicurative saranno inoltre chiamate a verificare il possesso dei requisiti prima di applicare gli sconti previsti, assicurando così il corretto funzionamento del sistema.
Il giudizio del settore assicurativo
Indicazioni positive arrivano anche dal mondo delle assicurazioni. Il presidente dell’ANIA, Giovanni Liverani, ha definito l’iniziativa un passo nella direzione giusta. Secondo questa lettura, incentivare la protezione della prima casa rappresenta non solo una misura di prevenzione rispetto a un rischio sociale rilevante, ma anche una scelta coerente con le ingenti risorse pubbliche già destinate negli anni al patrimonio edilizio.
Un intervento inserito in un contesto più ampio
La proposta si inserisce in uno scenario caratterizzato dall’aumento degli eventi climatici estremi, dalla crescente pressione sulla spesa pubblica e dalla necessità di rafforzare strumenti di protezione privata. L’obiettivo è ridurre il ricorso agli interventi emergenziali dello Stato, favorendo una maggiore responsabilizzazione individuale sostenuta da incentivi pubblici.
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