Roma, 21 set. (askanews) – “Se nel Novecento il problema dell’assicurazione era principalmente quello di distribuire rischi conosciuti, il problema del XXI secolo sembra essere quello di assicurare l’ignoto”. Lo ha affermato Rosario De Pascalis, Antonio Rosario De Pascalis, Capo del Servizio Studi e gestione dati dell’Ivass, nel suo intervento al convegno organizzato da GenRe e THMR, intitolato “Responsabilità civile ‘in movimento’ tra mercato, norme e nuovi strumenti di tutela; la gestione del contenzioso”.
“L’intelligenza artificiale, la mobilità innovativa, i rischi cyber e quelli climatici condividono una caratteristica comune: la velocità dell’innovazione supera la velocità con cui il mercato riesce a costruire conoscenza statistica. La vera frontiera dell’assicurabilità non riguarda più soltanto la capacità di indennizzare il danno – ha osservato – ma la capacità di comprendere il rischio prima ancora che esso si manifesti pienamente”.
“In questa prospettiva, l’assicurazione non è chiamata soltanto a gestire l’incertezza: è chiamata a diventarne uno degli strumenti di governo. Questo comporta una trasformazione dell’assicuratore – ha detto – da semplice pagatore di sinistri a partner strategico per la stabilità economica e sociale. In definitiva, la questione dell’assicurabilità ci ricorda un aspetto spesso trascurato. L’assicurazione non è soltanto una tecnica di trasferimento del rischio, è un’istituzione che trasforma l’incertezza in calcolo. Ma questa trasformazione ha dei limiti”.
Secondo De Pascalis, “quando il danno diventa difficilmente prevedibile, quando la responsabilità assume contorni nuovi e mutevoli, quando il costo del sinistro sfugge a qualsiasi stima ragionevole, il meccanismo assicurativo mostra tutta la sua fragilità. La sfida dei prossimi anni, dall’intelligenza artificiale alla sanità fino ai rischi emergenti che ancora non immaginiamo, sarà proprio questa: creare le condizioni affinché l’innovazione giuridica e tecnologica proceda insieme con l’innovazione assicurativa”.
“Perché senza responsabilità non vi è tutela. Ma senza assicurabilità, anche la migliore regola giuridica rischia di perdere parte della propria effettività. E forse è proprio qui – ha concluso l’exponenhte dell’Ivass – che, nell’epoca dell’incertezza, diritto e assicurazione tornano ad avere un destino comune”.

