PALERMO – Che stangata sulle assicurazioni auto per i siciliani. I rincari nell’ultimo anno, dal terzo trimestre 2024 al terzo trimestre 2025, segnano un +7%, oltre la media nazionale che si è fermata al 5. L’allarme arriva dall’Ivass, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Si tratta di dati che si basano sui premi realmente pagati dagli assicurati, comprensivi di fiscalità, sconti e provvigioni.
Aumento dei premi assicurativi in Sicilia
In questo scenario, la Sicilia emerge come una delle aree più critiche del Paese, non tanto per il valore assoluto del premio medio, quanto per l’intensità dei rincari che stanno gravando sulle tasche dei cittadini isolani. Analizzando nel dettaglio i numeri regionali forniti dalle rilevazioni territoriali, la Sicilia mostra un dinamismo dei prezzi superiore alla media nazionale. Se infatti a livello italiano l’aumento nominale su base annua è stato del 5%, in Sicilia si sono toccate vette preoccupanti che pongono l’Isola sotto i riflettori della vigilanza.
Enna e Catania tra le province con i rincari più alti
Il dato più eclatante che emerge dal report riguarda la provincia di Enna, che si aggiudica il triste primato nazionale per il maggiore aumento del premio medio in tutta Italia, facendo registrare un’impennata dell’11,6% in soli dodici mesi. Ma non è solo il settore delle quattro ruote a soffrire: la Sicilia detiene record negativi anche per quanto riguarda i veicoli a due ruote. Catania, ad esempio, si posiziona ai vertici della classifica nazionale per i costi dei ciclomotori con un premio medio di 389 euro, una cifra superata soltanto da Napoli.
Differenze tra Nord e Sud nei costi delle assicurazioni
Allargando lo sguardo al resto della penisola per un confronto organico, il premio medio nazionale per le autovetture si è attestato a 437 euro nel terzo trimestre 2025. Nonostante i recenti aumenti, l’Ivass sottolinea che in un’ottica di lungo periodo i prezzi rimangono comunque inferiori del 10,6% rispetto a quanto si pagava nello stesso periodo del 2014. Tuttavia, il divario territoriale tra Nord e Sud resta una ferita aperta nel sistema assicurativo italiano. Il differenziale tra Napoli, la città più cara, e Aosta, la più economica, ha raggiunto i 273 euro, segnando un incremento del 1,8% rispetto all’anno precedente.
Mentre province del Nord come Bolzano godono di tariffe agevolate, con minimi di 212 euro per le moto, il Mezzogiorno continua a pagare il prezzo più alto. Regioni come la Campania confermano la loro posizione di vertice nei costi, ma è l’accelerazione dei prezzi in aree come il Lazio, con Latina al +8,2%, e appunto la Sicilia con Enna, a destare maggiore preoccupazione.
Scatola nera e classe di merito: come cambiano i prezzi
In questo contesto, gli automobilisti cercano soluzioni per mitigare i costi e la tecnologia sembra correre in soccorso: la diffusione della scatola nera è in costante crescita, con una penetrazione nazionale che ha raggiunto il 18,9% nel terzo trimestre 2025. Questo strumento è particolarmente amato proprio al Sud, con picchi del 64,1% a Caserta e del 53,1% a Napoli, segno che dove i premi sono più alti, la disponibilità ad accettare il monitoraggio tecnologico in cambio di sconti è maggiore.
Un altro elemento determinante nella composizione del prezzo è la classe di merito. Il rapporto evidenzia che l’86,6% dei contratti per autovetture è oggi collocato nella prima classe di rischio, una quota cresciuta significativamente rispetto al 75,3% del 2014. Tuttavia, proprio chi si trova nelle classi più basse è riuscito a beneficiare di riduzioni di prezzo nel lungo periodo (-10,9% dal 2014), mentre chi appartiene alle classi dalla 11 alla 18 ha subito rincari pesanti, con una variazione del +11% nello stesso intervallo temporale.

