Roma, 23 gen. (askanews) – Sono positive le valutazioni di Assocarni sulle misure a favore del comparto bovino contenute nel ddl Coltiva Italia. Lo conferma Assocarni che il 20 gennaio scorso è stata audita presso la XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2670 “Coltiva Italia”. “Coltiva Italia affronta in modo strutturale il tema della capacità produttiva nazionale – ha detto Serafino Cremonini, presidente di Assocarni – Rafforzare la nascita e l’allevamento dei capi in Italia è una condizione indispensabile per dare stabilità alla filiera e rendere l’allevamento una scelta imprenditoriale sostenibile”.
Assocarni ha quindi auspicato che nel prosieguo dell’esame parlamentare possano essere introdotti mirati accorgimenti tecnici per migliorare l’efficacia delle misure previste.
Nel corso dell’audizione, Assocarni ha richiamato i principali dati strutturali del settore. L’Italia produce circa il 37% del proprio fabbisogno di carne bovina e negli ultimi dieci anni hanno chiuso circa 19 mila stalle, con un impatto diretto sulla capacità produttiva nazionale e sulla stabilità della filiera.
Secondo l’associazione, le risorse previste dal disegno di legge, in particolare quelle destinate alla linea vacca-vitello, intervengono sul nodo centrale del settore, favorendo l’aumento dei capi nati e allevati in Italia e riducendo la dipendenza dai ristalli esteri.
Assocarni ha inoltre evidenziato il contributo degli allevamenti da latte alla produzione di carne bovina e il potenziale ruolo del beef on dairy, sottolineando la necessità di accompagnare il modello con meccanismi di flessibilità che consentano di riallocare le risorse tra le diverse linee di intervento all’interno del comparto bovino, evitando squilibri tra i segmenti della filiera.
Nel corso dell’intervento è stata infine ribadita l’importanza delle misure per il ricambio generazionale, considerate essenziali per garantire la continuità produttiva e la sostenibilità economica del settore.

