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Assolatte: 2025 straordinario ma guerra cambia prospettive

Assolatte: 2025 straordinario ma guerra cambia prospettive

Formaggi a rischio in Asia, serve scudo Ue su costi e logistica

Roma, 12 mar. (askanews) – Il 2025 si è chiuso come un anno straordinario per il lattiero-caseario italiano: 680.000 tonnellate di formaggi esportati per un valore di 6,1 miliardi di euro, che arrivano a 6,7 miliardi considerando l’intero comparto latte. Ma archiviato il 2025, lo scenario cambia: la guerra in corso stravolge rotte, costi e prospettive. La nuova e crescente instabilità geopolitica nell’area del Golfo, insieme alle tensioni belliche che hanno modificato le principali rotte marittime, sta producendo impatti immediati e profondi sull’industria casearia italiana. L’esplosione dei costi energetici e di conseguenza dei trasporti, e i pesanti ritardi logistici dovuti all’aggiramento del Mar Rosso, mettono a rischio l’export dei formaggi, soprattutto se freschi ad alto valore aggiunto.

“Non siamo davanti a un semplice disagio logistico: questa è una crisi che impatta l’intera filiera – dichiara il presidente di Assolatte Paolo Zanetti – Prodotti come mozzarella, burrata e stracciatella non possono sostenere 10-20 giorni di transito aggiuntivo senza compromettere la qualità. Così rischiamo di perdere mercati chiave in Asia proprio nel momento più delicato”.

Le performance del 2025 sono state eccellenti: la crescita sul 2024 è stata del +4,6% in volume e +12,8% in valore, ha confermato la forza di un settore che continua a trainare l’agroalimentare italiano sui mercati internazionali. Con il sorpasso sulla Germania, l’Italia è diventata il primo esportatore dell’Unione Europea nei mercati extra-UE. Sul piano globale si colloca seconda per valore e terza per volume, con un ruolo di primo piano in Medio Oriente, cresciuto del +20%, mentre Stati Uniti e Cina hanno mostrato segnali negativi legati ai dazi e alla congiuntura economica.

Ma oggi ci troviamo di fronte a un quadro che, secondo Zanetti, richiede una svolta. “È il momento di abbandonare le soluzioni tampone: servono investimenti nell’innovazione per estendere la vita commerciale dei nostri prodotti e uno scudo europeo sugli energetici – prosegue Zanetti -. E una PAC più stabile deve dare agli allevatori le certezze necessarie per programmare e investire”. Zanetti sottolinea anche la necessità di un cambio di approccio con l’istituzione di un osservatorio geopolitico capace di anticipare le crisi e di guidare la diversificazione dei mercati verso Sud-Est asiatico e America Latina. “La nostra eccellenza casearia non è un patrimonio garantito: va difesa con visione e responsabilità”.