Roma, 25 mar. (askanews) – Il nuovo accordo di libero scambio tra Ue e Australia apre prospettive particolarmente favorevoli per l’export lattiero caseario italiano. Per Assolatte, sebbene il testo definitivo non sia ancora stato pubblicato, le prime informazioni diffuse delineano un quadro di forte interesse per le imprese del settore. “La conclusione dell’Accordo di libero scambio con l’Australia rappresenta un passaggio strategico per tutto il lattiero caseario italiano”, commenta il presidente di Assolatte Paolo Zanetti.
Secondo quanto anticipato, l’intesa prevede una ampia liberalizzazione tariffaria da parte dell’UE, pur mantenendo alcuni contingenti su prodotti considerati più sensibili come burro e polveri di latte. L’Australia, dal canto suo, si è impegnata a ridurre in maniera significativa i dazi in ingresso e a semplificare diverse procedure commerciali che oggi rappresentano un ostacolo per gli operatori europei.
Un elemento particolarmente rilevante è poi il Protocollo sulle Indicazioni geografiche, che garantirà il riconoscimento e la tutela di numerosi formaggi europei in un mercato, quello australiano, storicamente esposto all’italian sounding. “La protezione di 53 formaggi europei, molti dei quali italiani, è una conquista di enorme valore – ha sottolineato Zanetti – In un mercato dove l’italian sounding è molto diffuso, poter contare su un protocollo forte è essenziale per difendere produttori e consumatori”.
L’Italia può contare su una presenza in Australia già oggi molto solida. Nel 2025 l’Australia ha importato 28.000 tonnellate di formaggi europei, per un valore complessivo di 250 milioni di euro. L’Italia è il primo fornitore europeo, con 7.400 tonnellate, pari al 26% del totale, per un valore di 76,5 milioni di euro, equivalente al 31% delle esportazioni UE. La crescita del nostro export caseario è stata costante e significativa: +62% negli ultimi dieci anni e +42% nell’ultimo quinquennio.
“L’Italia è già il primo esportatore europeo di formaggi in Australia, ma questo accordo può farci compiere un salto di qualità – ha aggiunto Zanetti – Dazi azzerati e procedure più snelle significano nuove possibilità di crescita per le nostre aziende, soprattutto per chi punta su qualità, origine e distintività, L’esito finale del negoziato è positivo. A fronte di qualche apertura, otteniamo strumenti concreti per competere in un mercato strategico e in forte espansione”.

