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Assoparchi: il 25% degli italiani con figli frequenta i parchi divertimento in media 3 volte l’anno

Assoparchi: il 25% degli italiani con figli frequenta i parchi divertimento in media 3 volte l’anno

Presentati alla bit i primi dati sull’impattodei parchi divertimento italiani

Roma, 15 feb. (askanews) – AssoParchi, Associazione che rappresenta più di 400 strutture in Italia tra parchi a tema, faunistici, acquatici, avventura e attività esperienziali, presenta alla BIT i primi risultati dell’Osservatorio Nazionale AssoParchi, progetto di ricerca realizzato in collaborazione con GRS Research & Strategy con l’obiettivo di analizzare il ruolo dei parchi divertimento nella vita delle persone e il loro impatto sui territori.

“Il valore di un parco divertimenti non può essere misurato esclusivamente in termini di ingressi o fatturato – dichiara in una nota il Presidente di AssoParchi, Luciano Pareschi – per questo abbiamo scelto di analizzare l’impatto dell’esperienza di visita sulla dimensione emotiva e sociale delle persone e il modo in cui questo si traduce in una maggiore propensione all’acquisto, con effetti che si riflettono anche sui territori. In linea con quanto accade per gli stabilimenti termali e i monumenti, stimiamo che il valore dell’indotto generato da un grande parco divertimenti sia pari ad almeno 6/8 volte il suo fatturato”.

Condotta su un panel nazionale, la survey ha indagato come le persone vivono, percepiscono e interiorizzano le esperienze legate a parchi, eventi culturali e intrattenimento, misurando in particolare ciò che lasciano nel tempo in termini di emozioni, relazioni, crescita personale e significato.

“Non ci interessa solo sapere se le persone si sono divertite in un parco. Vogliamo capire se un’esperienza ha ispirato, generato connessioni, lasciato un ricordo duraturo o contribuito alla crescita personale. Questo è il nuovo parametro di valore che stiamo introducendo” – ha commentato Maria Chiara Nicoletti, Regional Manager – GRS Research & Strategy.

Le prime evidenze quantitative mostrano un quadro di forte coinvolgimento, a conferma di come la visita dei parchi divertimento sia già un’abitudine radicata. Il 25% delle persone con figli ha visitato almeno un parco a tema o acquatico negli ultimi 12 mesi, con una frequenza media di circa 3 ingressi all’anno. Quadro leggermente diverso per i centri di intrattenimento al coperto, che mostrano una penetrazione inferiore, a fronte di una frequenza pari a circa 10 ingressi all’anno.

Sul fronte delle aspettative, il divertimento si posiziona saldamente al primo posto, accompagnato da sicurezza e comfort. Cresce anche la domanda di esperienze all’insegna della condivisione, dell’autenticità e dell’arricchimento personale, insieme a una rinnovata attenzione verso il contatto con la natura e l’identità culturale.

A conferma dell’elevato potenziale di crescita del comparto, l’80% degli Italiani tra i 16 e i 55 anni dichiara di voler vivere più spesso le esperienze ricreative offerte dai parchi: tra le barriere più citate emergono la mancanza di tempo e la carenza di strutture in prossimità del luogo di residenza. La domanda insoddisfatta risulta comprensibilmente più elevata tra i giovani, nella fascia 16-24 anni, e tra le famiglie con bambini, a dimostrazione del ruolo strategico di questi target per lo sviluppo futuro del settore.

“I dati dell’Osservatorio evidenziano la necessità di una rete più capillare di parchi sul territorio nazionale, in grado di intercettare una domanda latente oggi frenata da limiti di accessibilità e prossimità – ha commentato Maurizio Crisanti, Direttore AssoParchi – il parco divertimenti emerge sempre più come infrastruttura esperienziale irrinunciabile, in grado di completare e valorizzare l’offerta territoriale, integrando cultura, natura, tradizioni e gastronomia locale”.

Sul fronte qualitativo, il 50% dei genitori che visitano i parchi a tema li associa a sentimenti di gioia e felicità, funzionali allo sviluppo di momenti memorabili e significativi. L’analisi evidenzia tuttavia un potenziale ancora inespresso su dimensioni più profonde, legate alla condivisione, alla crescita personale e alla percezione del valore intrinseco dell’esperienza.

Sulla base dei dati, per migliorare questi risultati, i parchi dovrebbero offrire attività in grado di attivare più dimensioni contemporaneamente, combinando emozione, narrazione, identità e partecipazione condivisa. In particolare, le esperienze radicate nella cultura e nelle tradizioni locali sono valutate come più autentiche, mentre format ancora poco esplorati come eventi per famiglie, musical e mercati locali potrebbero intercettare una domanda latente.

Focus, infine, sul piano economico: l’Osservatorio ha evidenziato come le esperienze che generano un impatto emotivo, sociale e simbolico più forte sono correlate positivamente con una maggiore propensione alla visita ripetuta, una spesa ancillare più elevata e la promozione spontanea da parte dei visitatori. In questo senso, l’impatto emerge come una leva strategica per la crescita sostenibile del settore e per il rafforzamento del legame tra parchi, pubblico e territori.