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Ati Messina, Barresi si dimette dal ruolo di commissaria. A dicembre l’attacco di Cateno De Luca

Ati Messina, Barresi si dimette dal ruolo di commissaria. A dicembre l’attacco di Cateno De Luca
Immagine di repertorio

L’ex dirigente regionale e commissaria addetta al servizio idrico messinese ha rimesso il mandato nelle mani del presidente della Regione Schifani. Ecco chi è il nuovo commissario e cosa cambia adesso.

Il passo indietro era nell’aria da settimane e alla fine è arrivato. Rosaria Barresi si è dimessa dal ruolo di commissaria dell’Assemblea territoriale idrica (Ati) di Messina, dove era stata inviata tre anni fa per sbloccare lo stallo riguardante l’individuazione del gestore unico a livello provinciale.

Barresi, già dirigente regionale e nel cui passato c’è l’esperienza da assessore nell’era Crocetta, ha rimesso il mandato nelle mani del presidente Renato Schifani con una comunicazione inviata alla vigilia di Natale e avente efficacia a partire dal nuovo anno.

Schifani oggi ha preso atto delle dimissioni e nominato il nuovo commissario: a distanza di tre anni, infatti, a Messina la gestione unica non è ancora partita. E di strada da fare ce n’è ancora abbastanza.

Ati Messina, Rosaria Barresi si è dimessa: chi è il nuovo commissario

A sostituire Barresi sarà Fabrizio Fiorito, avvocato catanese di 55 anni. Fiorito è attualmente capo di gabinetto dell’assessore regionale Francesco Colianni, tra le cui deleghe ci sono anche quelle riguardanti il servizio idrico.

Nel curriculum vitae di Fiorito ci sono diverse esperienze in enti locali – come nel caso dei Comuni di San Gregorio, Mascalucia, Biancavilla e Santa Maria di Licodia – e in società partecipate dal pubblico, come Sac Service e Azienda municipale trasporti di Catania. Fiorito subentra a Barresi con il compito di traghettare l’Ati fino al momento in cui verrà individuato il soggetto privato che entrerà nella Messinacque, la società mista pubblico-privata designata a rilevare il servizio idrico in provincia, a eccezione dei Comuni che hanno visto riconosciuta la gestione in regime di salvaguardia.

L’incarico sarà a titolo oneroso, anche se le spettanze per Fiorito saranno ridotte rispetto al trattamento economico che era stato riservato a Barresi. Nel decreto firmato da Schifani e Colianni si legge che l’incarico sarà ripartito in due fasi: per la prima, riguardante gli adempimenti necessari a revisionare o confermare la scelta di governo (al momento, come detto, la società mista pubblico-privata), è prevista un’indennità di carica; mentre per la seconda, che fa riferimento agli adempimento relativi alla procedura di affidamento del servizio al futuro gestore unico, è stata prevista una parte fissa di 20mila euro lordi annui e un’indennità di risultato, che scatterà al raggiungimento dell’obiettivo, di 35mila euro.

Le gare deserte

A Messina da tempo si cerca di sondare il mercato alla ricerca di imprese private interessate a inserirsi nel servizio idrico. Finora, tuttavia, ogni tentativo è stato fallimentare. Un problema non da poco se si considera che in molti casi – vedi Pnrr – l’esistenza di un gestore unico negli ambiti territoriali ottimali è la condizione a monte posta dal ministero per l’erogazione di fondi pubblici per riparare le reti idriche.

La prima gara d’appalto venne pubblicata a metà 2023, sei mesi dopo l’insediamento di Barresi: nonostante la decisione di prorogare fino al termine di novembre i termini per candidarsi, all’Assemblea territoriale idrica non arrivò nessuna offerta. La storia si è ripetuta di lì a poco: a metà gennaio 2024, Barresi decise di riaprire i termini del bando apportando modifiche in autotutela ai documenti di gara e dando tempo alle imprese fino a metà per luglio per farsi avanti. Non servì a nulla: l’1 agosto la commissaria non poté fare altro che dichiarare la gara deserta.

Gli attacchi di De Luca

A scagliarsi contro l’operato di Rosaria Barresi per Ati Messina è stato Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord ha usato parole forti nei confronti della commissaria ad acta, chiedendo a Schifani di rimuoverla dall’incarico. L’intervento di De Luca è avvenuto durante la discussione della legge finanziaria all’Ars.

Per il deputato regionale e sindaco di Taormina, Barresi sarebbe stata responsabile di volere andare avanti a oltranza con la soluzione della società pubblico-privata, anziché rivedere i propri passi e prendere in considerazione l’ipotesi di vedere in Amam – la società partecipata che serve il Comune di Messina – la soluzione sul fronte del gestore unico.

“È la terza volta che tenta a Messina di bandire la gara per individuare il soggetto privato, ma stavolta ci riuscirà. E sa perché? – sono state le parole di De Luca in aula – Si è chiamata i soggetti privati e ha chiesto: ‘Cosa volete che io modifichi nel bando perché partecipiate?”. Frasi che, stando a quanto trapela da chi conosce da vicino l’ormai ex commissaria, avrebbe spinto Barresi a valutare la possibilità di adire le vie legali per tutelarsi dalle accuse di De Luca. Intanto, però, la decisione di farsi da parte.

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