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Attacco Dubai, l’appello degli italiani bloccati: “Siamo cittadini dimenticati in zona di guerra. Governo ci aiuti”

Attacco Dubai, l’appello degli italiani bloccati: “Siamo cittadini dimenticati in zona di guerra. Governo ci aiuti”
Esplosioni a Dubai (Adnkronos)

Tra i cittadini bloccati si eleva la testimonianza di Giovanni, palermitano in vacanza a Dubai che scrive una lettera appello al Governo

Sono tante le cause che hanno portato allo scoppio della guerra attuale nel Golfo Persico. Le ragioni devono essere ricercate in un lontano passato. Da qui è stato sferrato l’attacco per la seconda volta in un anno da parte degli Stati Uniti e di Israele all’Iran. La guerra è distruzione e morte e coinvolge tante persone innocenti. In questo contesto sono ancora molti i connazionali bloccati per i combattimenti in Medio Oriente tra chi ci risiede e i turisti. C’è chi è riuscito a rientrare in Italia attraverso voli speciali, ma c’è anche chi è bloccato lì e sta addossandosi, oltre le spese dell’hotel, anche la responsabilità per la propria salute: col passare dei giorni, iniziano a scarseggiare anche i farmaci a disposizione.

La testimonianza di Giovanni, turista bloccato a Dubai

La protesta echeggia sui social affidando la propria difficoltà al web. Da Facebook arriva il grido di un cittadino italiano, il signor Giovanni residente a Palermo, rimasto bloccato da turista, insieme alla moglie, negli Emirati Arabi. Una vacanza rilassante iniziata il 24 febbraio, trasformatasi in un vero incubo. Insieme a Giovanni, in hotel sono bloccati anche altri italiani. Tra questi vi sono intere famiglie e anche una turista oncologica con urgente necessità di tornare in Italia.

Dopo il tentativo di rimpatrio non andato in porto per via delle complicanze negli aeroporti dovuti ai bombardamenti, il signor Giovanni in questi giorni decide di scrivere una lettera via social all’attenzione della Farnesina e del Governo italiano.

Il post su Facebook che testimonia la permanenza durante il conflitto

La lettera comincia così: “Scrivo questa lettera da cittadino italiano che attualmente si trova negli Emirati Arabi Uniti in una situazione di difficoltà. Lontano dal mio Paese, mi trovo a confrontarmi non solo con i problemi concreti che sto vivendo qui, ma anche con qualcosa di ancora più grave: l’assenza dello Stato italiano”. Il post prosegue: “Mi rivolgo direttamente al Governo italiano e alla Farnesina, perché sono le istituzioni che dovrebbero garantire assistenza e tutela ai cittadini italiani all’estero. Ambasciate e consolati esistono per rappresentare lo Stato e per essere un punto di riferimento reale per chi si trova fuori dai confini nazionali. Purtroppo la mia esperienza è stata ben diversa. Ho incontrato lentezza, difficoltà nel ricevere risposte e una sensazione crescente di abbandono. Quando un cittadino si trova in difficoltà lontano da casa, dovrebbe poter contare su uno Stato presente, capace di ascoltare e intervenire. Invece mi trovo a percepire distanza, burocrazia e indifferenza”. Giovanni, rimasto bloccato negli Emirati Arabi, prosegue la sua missiva rivolgendosi direttamente al Governo e al ministero degli Affari Esteri: “Chiedo quindi al Governo italiano e al ministero degli Affari Esteri di assumersi pienamente la responsabilità verso i cittadini italiani all’estero. Non è accettabile che chi si trova in una situazione delicata fuori dall’Italia debba sentirsi solo o ignorato dalle proprie istituzioni”.

L’appello alla responsabilità pubblica

Il duro sfogo continua: “Questa non è soltanto una protesta personale. È un richiamo alla responsabilità pubblica. Lo Stato non dovrebbe ricordarsi dei propri cittadini solo quando è il momento di chiedere doveri, ma soprattutto quando è il momento di garantire diritti e protezione”. E poi conclude: “Essere cittadini italiani dovrebbe significare poter contare sul proprio Paese ovunque ci si trovi nel mondo. Oggi, purtroppo, da qui, mi sento semplicemente un cittadino dimenticato”.

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