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Auto elettriche, mosche bianche: in Sicilia meno dell’1% delle nuove immatricolazioni

Auto elettriche, mosche bianche: in Sicilia meno dell’1% delle nuove immatricolazioni
Molto basso il numero di immatricolazioni di auto elettriche in Sicilia

I dati di Eurostat: nel 2024 solo lo 0,27% delle nuove vetture era “green”, a Trento la quota saliva al 3,31%

In Sicilia è stato immatricolato lo 0,27% di autovetture elettriche sul totale del 2024. A Trento la quota sale a 3,31%, ma il trend al Centro-Sud è molto simile a quello isolano: Calabria (0,21%), Basilicata, Molise, Puglia e Campania (tra 0,25 e 0,26%). I numeri migliorano un po’ in Toscana (1,01%), Lombardia (0,89%), Bolzano (1,8%), Valle d’Aosta (1,75%) ma restano comunque marginali rispetto ad altre performance europee. È quanto risulta dagli ultimi dati diffusi da Eurostat.

Italia prima in Europa per tasso di motorizzazione: 6 regioni nella top ten UE

Il dato va anche confrontato e guardato nel più ampio spettro delle autovetture totali presenti in una ragione ogni mille abitanti: in Sicilia sono ben 733, uno dei dati più alti d’Europa. Più autovetture per abitanti in Italia solo nella ricchissima Trento (1610), a Bolzano (763), e poi luoghi che non spiccano per ricorrenza ed efficienza dei trasporti pubblici: Molise (767), Umbria (774), Calabria (750). Non risulta difficile, dunque, riscontrare che 6 delle 10 regioni UE con i più alti tassi di motorizzazione si trovavano in Italia nel 2024. Le altre regioni presenti nella top dieci sono capoluoghi di provincia o regioni vicine a grandi aree urbanizzate, come Flevoland, Attica o Praga. Un caso particolare è rappresentato dall’arcipelago finlandese delle Åland, nel Mar Baltico, che presenta anch’esso un tasso di motorizzazione particolarmente elevato. All’estremo opposto, quattro delle dieci regioni con i tassi di motorizzazione più bassi nel 2024 si trovavano in Grecia, due in Francia, una in Belgio, una in Germania, una in Austria e una in Romania. Il valore per la regione d’oltremare francese di Mayotte era eccezionalmente basso, con 85 autovetture ogni mille abitanti.

Flevoland al 22%, Sicilia allo 0,27%: l’Europa dell’elettrico viaggia a due velocità

Nel 2024 le quote più elevate di autovetture elettriche tra tutte le autovetture sono state immatricolate nelle regioni settentrionali dell’Unione Europea. L’Eurostat certifica che, come nel 2023, il Flevoland nei Paesi Bassi ha registrato la quota più elevata nel 2024, attestandosi al 22,1%, il che indica un aumento di 5,0 punti percentuali rispetto al 2023. Questa regione è stata seguita a distanza da Stoccolma in Svezia (14,4%), Hovedstaden in Danimarca (13,3%), Prov. Vlaams-Brabant in Belgio (12,9%) e Midtjylland, sempre in Danimarca (12,6%). Ci sono solo altre 4 regioni dell’UE con quote superiori al 10%: Sjælland (11,6%), Syddanmark (11,0%) e Nordjylland (10,2%) in Danimarca e Utrecht nei Paesi Bassi (10,7%). Queste informazioni, pubblicate da Eurostat all’interno dei dati sulle statistiche regionali dei trasporti, certificano un’Unione europea che viaggia a due velocità.

Veicoli commerciali: Valle d’Aosta prima in UE grazie alla sua posizione di corridoio merci

Se si considerano i veicoli commerciali (autocarri, trattori stradali e veicoli speciali, esclusi rimorchi e semirimorchi), questi sono distribuiti in modo più equo tra le regioni dell’UE. Tra le 15 regioni dell’UE con la quota più elevata di veicoli commerciali sul numero totale di veicoli nel 2024, la Valle d’Aosta in Italia è in testa con il 22,0%. Ciò è in parte spiegato dal fatto che la regione si trova al confine con la Svizzera e la Francia, il che la rende un importante corridoio merci europeo tra i due paesi. Questa regione italiana è stata seguita da Prov. West-Vlaanderen in Belgio (20,5%) e la regione settentrionale e occidentale in Irlanda e Guyane in Francia, entrambe con il 20,0%. Le prime 15 regioni comprendevano anche 4 regioni in Finlandia, 3 in Belgio, 2 in Spagna, 1 in Irlanda e Cipro. La quota di veicoli commerciali dipende da diversi indicatori – spiega l’Eurostat – ad esempio i sistemi di trasporto regionali e le relative infrastrutture per i diversi modi di trasporto merci, come la capacità delle autostrade, delle linee ferroviarie, dei porti e degli aeroporti. Anche le caratteristiche economiche di una regione svolgono un ruolo, vale a dire se l’economia regionale è dominata dalle industrie manifatturiere o dai servizi e se la regione si trova sui principali corridoi merci europei.