Milano, 23 set. (askanews) – Volkswagen è il gruppo automobilistico europeo più esposto sul fronte degli obiettivi Ue di CO2, con un debito teorico Cafe arrivato a 2,75 miliardi di euro nel periodo gennaio 2025-agosto 2026. Stellantis segue con 1,36 miliardi. Sul fronte opposto Tesla ha accumulato oltre 3 miliardi di crediti e Byd 2,25 miliardi. È quanto emerge dall’aggiornamento di Dataforce sulla normativa Cafe 2025-2027 per le autovetture.
Dal 2025 il limite medio europeo è fissato a 93,6 grammi di CO2 per chilometro, con target specifici per ciascun costruttore. Le eventuali sanzioni, pari a 95 euro per ogni grammo eccedente moltiplicato per i veicoli venduti, saranno determinate alla fine del triennio 2025-2027 considerando anche pooling e risultati complessivi di auto e veicoli commerciali.
Secondo le simulazioni per Paese, da gennaio 2025 ad agosto 2026 sono stati accumulati 14,4 miliardi di euro di debiti teorici e oltre 13 miliardi di crediti, per un saldo negativo di poco più di 1,3 miliardi. Ad aprile il disavanzo era molto più ampio, con 12,8 miliardi di debiti e 9,7 miliardi di crediti.
L’Italia resta il mercato con il maggiore contributo negativo: 4,4 miliardi, con emissioni medie di 111 g/km, 17,4 grammi sopra il riferimento Ue. Seguono Polonia con 2,8 miliardi e Germania con 2,48 miliardi. La Francia guida invece i mercati in credito con oltre 2,5 miliardi, davanti a Paesi Bassi e Norvegia.
Tra i costruttori, Volkswagen è salita dai circa 2,3 miliardi di debito teorico di aprile a 2,75 miliardi, nonostante il calo delle emissioni medie a 100 g/km. Stellantis, con 2,8 milioni di auto immatricolate nel periodo, registra 101,3 g/km contro un target specifico di 96,2 e un saldo negativo di 1,36 miliardi. Seguono Mercedes-Benz con circa 969 milioni, Nissan con 781 milioni e Mazda con 422 milioni.
Tra i gruppi in credito, dopo Tesla figurano quattro costruttori cinesi: Byd con 2,25 miliardi, Geely con 1,79 miliardi, Leapmotor con 832 milioni e Xpeng con circa 400 milioni. Il meccanismo del pooling può quindi tradursi in trasferimenti finanziari dagli Oem che non centrano i target verso quelli con crediti disponibili.
L’analisi per alimentazione evidenzia infine 33,7 miliardi di crediti generati da 3,8 milioni di Bev e 9,35 miliardi dalle plug-in hybrid. Le auto a benzina, mild hybrid comprese, accumulano invece quasi 30 miliardi di debiti, le diesel 11,3 miliardi e le full hybrid circa 3,4 miliardi.

