Milano, 2 feb. (askanews) – Nel 2025 la filiera della componentistica ha registrato un calo del fatturato del 15% rispetto al picco del 2023, con una marginalità in ulteriore contrazione rispetto al 2024, dovuta principalmente alla difficoltà nell’assorbire i costi fissi a seguito del calo dei ricavi. Emerge dallo studio di PwC Strategy& sui primi 315 operatori della componentistica automotive italiana.
Nel 2025, spiega lo studio, la filiera della componentistica ha subito gli effetti della contrazione dei volumi di produzione di veicoli in Europa ed in Italia, ai minimi storici. La produzione di veicoli continua a spostarsi dall’Europa verso la Cina, l’India e l’Asean configurando l’Italia come mercato a bassa produzione locale ed elevata incidenza di autovetture importate.
“I componentisti automotive risentono del calo dei volumi di produzione e di una quota rilevante di investimenti, necessari per affrontare la transizione tecnologica e mantenere adeguati livelli competitivi. Questi effetti, unitamente al costo crescente del debito, stanno deteriorando la posizione finanziaria dei fornitori automotive. Secondo le nostre analisi, nel 2025 oltre un quarto dei componentisti Italiani (27%) verte in una situazione di distress finanziario”, afferma Francesco Papi, Partner di Strategy& e Automotive Leader di PwC Italia.
Le dinamiche variano significativamente tra i segmenti: i fornitori focalizzati sull’aftermarket, i veicoli commerciali e l’off-road mostrano maggiore marginalità e, conseguentemente, una migliore posizione finanziaria.
La diffusione della mobilità elettrica continua in particolar modo per il segmento dei veicoli leggeri, nonostante si preveda un rallentamento dovuto alla revisione delle normative europee sulle emissioni di CO2. Il mercato per componenti legati al powertrain endotermico, seppur in calo, rappresenta ancora una quota rilevante del mercato, pari al 27% del fatturato della componentistica italiana.
Il 2025 ha registrato una ripresa dell’attività M&A nella filiera, trainata da un maggiore coinvolgimento degli investitori finanziari e da operazioni mirate al consolidamento nei mercati di riferimento. Le acquisizioni recenti evidenziano la necessità per i player di conseguire economie di scala e di espandersi geograficamente.
Nel 2026 il fatturato complessivo degli operatori dovrebbe stabilizzarsi dopo il calo registrato nel 2024-2025, mentre resterà una forte pressione sui margini.
Per affrontare questo periodo di congiuntura negativa e per rimanere sostenibili nel medio/lungo termine, i fornitori di componentistica automotive in Italia dovranno avviare una serie di iniziative per differenziare il fatturato e preservare la marginalità, ad esempio: sfruttare il potenziale in crescita del canale aftermarket; differenziare l’offerta; cogliere le opportunità di M&A; puntare sull’innovazione.

