“Devo dire che il presidente Ciambetti è stato molto disponibile nel voler creare ancora degli incontri con il ministro Calderoli e devo dire che anche lui lo è stato, rispetto a un testo che ci fa giocare una partita per i prossimi cinquanta-cento anni. Quello sull’Autonomia differenziata rappresenterà con ogni probabilità il disegno di legge più importante che verrà discusso”.
Lo ha dichiarato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, a margine della seconda giornata della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome che si sta volgendo a Palazzo dei Normanni di Palermo.
Galvagno: “Chi vive fuori da Sicilia non capisce difficoltà”
“Dobbiamo essere non solo preparati, ma anche farlo percepire, perché talvolta purtroppo chi vive fuori dalla Sicilia non capisce le gravi difficoltà”, ha aggiunto.
“Proprio oggi, parlando col vicepresidente della Camera Ascani, discutevamo del fatto che il treno da Messina a Palermo ci mette due ore e mezza, due ore e cinquanta invece ci mette quello da Roma a Milano con la differenza che da noi i chilometri sono un terzo”.
“Certamente il discorso non riguarda soltanto l’inaugurazione di treni veloci, così come già fatto con il Blues, ma una rete ferroviaria che possa creare le condizioni affinché quel treno possa andare a una velocità maggiore e quindi ridurre anche i tempi di percorrenza”.
“Sicilia torni ad avere ruolo centrale”
“Siamo molto orgogliosi del fatto che l’appuntamento odierno per la prima volta si faccia in Sicilia, ancora una volta la Sicilia dimostra di riuscire ad andar via da quell’essere fanalino di coda. Oggi c’è una grandissima centralità, la plenaria ieri, oggi questa conferenza. Siamo molto soddisfatti, ci auguriamo di poter fare avere quel ruolo centrale alla Sicilia che probabilmente manca da molto tempo”.
“Il problema nel rapporto tra Stato e Regioni – ha aggiunto – è legato a un ristoro che si trova spesso e volentieri in alcune fasi del percorso legislativo. Ci si ritrova sempre nella fase della variazione di bilancio e della finanziaria, quando invece si potrebbe serenamente pensare di poter proporre dei disegni di legge e fargli fare il percorso che è assolutamente consuetudinario da regolamento, quello di portarlo in commissione e poi successivamente poterlo valutare in aula”.
“Noi ci proveremo nel tempo, capisco le grandi difficoltà perché nel passato si è stati abituati a portare tutte le norme all’interno di un disegno di legge, il classico disegno di legge omnibus che poi purtroppo si trova ad avere tanti argomenti all’interno”.
“Fortunatamente in questo periodo gli argomenti non in contraddizione tra loro perché c’è un lavoro certosino fatto dagli uffici, però se si cambiasse il metodo, riteniamo che determinati ostacoli che poi ci sono nella fase successiva all’emanazione di quella legge possano essere assolutamente bypassati”, ha concluso il presidente dell’Ars.

