PALERMO – “Il dato economico del 2025 è stato scorporato dai pareri Fer ministeriali”. Ci sarebbe soltanto una differente scelta comunicativa all’origine dell’evidente scostamento tra i dati divulgati dalla Cts della Regione in merito all’attività svolta nel 2024 e nel 2025. La replica della commissione presieduta da Gaetano Armao, che aveva deciso di non rilasciare dichiarazioni al Quotidiano di Sicilia in occasione dell’articolo pubblicato nell’edizione di giovedì, arriva a firma del segretario Luigi Montalbano.
CTS Sicilia e dati sugli investimenti nelle rinnovabili
Al centro dell’attenzione di questa testata era finito il passaggio da 65 a poco più di 7 miliardi del valore degli investimenti connessi ai progetti che la Cts ha esaminato e valutato positivamente negli ultimi due anni. Cifre contenute in un report che la commissione ha diffuso per descrivere la propria produttività e che sono state rilanciate dal presidente della Regione Renato Schifani e dall’assessora al Territorio Giusi Savarino come prova della bontà delle scelte fatte a inizio legislatura, quando il nuovo governo ha deciso di cambiare il vertice della commissione, nominando Armao – già assessore nel governo Musumeci – al posto di Aurelio Angelini, dimessosi dopo essere finito nel mirino di Schifani durante la campagna elettorale. L’accusa di Schifani era di avere detto troppi no ai privati che volevano investire in Sicilia.
Il confronto tra Armao e Angelini sui numeri della CTS
Lo stesso Angelini dalle pagine di questo giornale ha messo in dubbio la veridicità dei dati della Cts: “Non serve un dottorato in energie rinnovabili né un master in autorizzazioni ambientali per accorgersi che i numeri sbandierati dal presidente della Regione negli ultimi due anni sono più ballerini di un concorrente di Ballando con le Stelle”, ha detto facendo riferimento all’apparente drastica riduzione del valore dei progetti valutati. “Le informazioni riportate non restituiscono adeguatamente la reale rappresentazione dell’alacre lavoro svolto in questi anni da questa istituzione, che nell’ultimo anno ha prodotto dei risultati e dei dati misurabili”, dichiara il segretario della Cts al Quotidiano di Sicilia, specificando in merito alle parole di Angelini, che aveva parlato di “maquillage contabile”, che “non si ritiene opportuna alcuna replica” nei confronti di ex membri della Cts su esternazioni inconferenti rispetto al ruolo istituzionale di questa Cts.
Per l’organismo presieduto da Armao, dunque, non ci sarebbe nessun caso. “Se sommassimo anche il valore economico dei progetti Fer Mase, ci allineeremmo circa allo stesso dato dell’anno precedente”, garantisce il segretario Montalbano.
Differenze tra i report CTS 2024 e 2025
Nel report riguardante l’attività del 2024 il dato di 65 miliardi veniva indicato come “valore di investimenti sul territorio”, mentre nell’edizione relativa al 2025 si parla di 7 miliardi per opere di interesse regionale. Nella nota di chiarimento inviata dalla Cts a questo giornale, tuttavia, non si spiega in che modo la quantificazione degli importi – e dunque la scelta nel 2024 di includere i progetti che passano anche dal vaglio del ministero, mentre nel 2025 l’avere fatto riferimento soltanto a quelli di competenza regionale – stia in relazione al numero, sostanzialmente simile, delle valutazioni ambientali esitate.
Questi i dati nel dettaglio: nel 2024, i 65 miliardi citati sono indicati come la somma del valore dei 704 progetti che hanno ricevuto parere positivo; nel 2025, invece, i 7 miliardi fanno riferimento alla sommatoria del valore di 865 pareri.
Testo unico rinnovabili e nuove competenze regionali
A ciò si aggiunge un passaggio contenuto nell’ultima relazione e non in quella precedente: “Nel 2025 hanno già avuto applicazione le previsioni del Testo unico delle energie rinnovabili (Tuer – d.lgs.n.190/2024) cha ha trasferito a livello regionale molte procedure, prima di competenza del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase). Il correttivo Tuer approvato trasferisce ulteriori competenze alla Cts e contingenta i tempi per la disamina delle istanze”, si legge nel report divulgato nei giorni scorsi. Affermazioni che porterebbero a pensare che dall’anno scorso il numero dei progetti di interesse esclusivo della Regione dovrebbe essere aumentato.
Investimenti nelle rinnovabili: autorizzazioni e mercato
Interpretazioni a parte, un fatto è indubitabile. I commenti del governo regionale sull’ammontare degli investimenti nelle rinnovabili in Sicilia sorvolano su un aspetto: si tratta di investimenti potenziali. Al momento, infatti, si parla di pareri di compatibilità ambientali a cui seguiranno le relative autorizzazioni. Poi starà alle imprese proponenti trasformare tali nulla osta in opere concrete.
La storia recente della Sicilia – e non solo – ha più volte dimostrato come l’ottenimento delle autorizzazioni non garantisce automaticamente la realizzazione delle opere. A intervenire, infatti, sono le logiche del mercato. Un mercato nel quale chi si fa avanti per chiedere le autorizzazioni alla Regione non è detto sia poi in grado di costruire gli impianti, ma spesso soltanto individuare acquirenti interessati a comprare dei progetti chiavi in mano.

