Le autostrade del Cas sono a rischio e potrebbero essere interdette al traffico se non dovessero essere attuate nei tempi previsti le prescrizioni sugli interventi sulla sicurezza. La questione riguarda, come è noto, le due principali direttrici gestite dal Consorzio: la A18 Messina-Catania e la A20 Messina-Palermo. Servono provvedimenti urgenti come intimato dal ministero delle Infrastrutture.
L’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone interviene sul caso e sottolinea senza mezzi termini: “Sulla vicenda del Consorzio Autostrade Siciliane temo sia arrivata l’ora di attuare quelle soluzioni radicali che i cittadini invocano a gran voce. Se non è possibile dare al Cas una governance slegata da logiche di piccolo cabotaggio e rendite di posizione, allora forse è meglio commissariare l’Ente e consegnare la rete allo Stato”.
Falcone, già assessore regionale alle Infrastrutture, aggiunge: “Nel quinquennio 2017/22, durante il mio mandato alle Infrastrutture avevamo trovato un ente in coma quasi irreversibile e, malgrado notevole scetticismo, eravamo riusciti a rimetterlo in pista raggiungendo risultati che i siciliani ricordano bene. Ne cito alcuni: la costruzione della nuova tratta da Rosolini a Modica, cioè ben 20 chilometri di nuova autostrada in Sicilia in quello che fu il cantiere più grande del Sud Italia in quegli anni; la consegna della Noto-Pachino che oggi è fondamentale per il turismo e le attività produttive nel Sud-est”.
E ancora: “Ma vorrei ricordare fra le altre cose il viadotto Ritiro, lo svincolo Giostra, il risanamento della frana di Letojanni e tanto altro. Avevamo anche posto le basi per il finanziamento della nuova tratta Modica-Scicli mentre, nel rapporto con il Ministero delle Infrastrutture, avevamo gestito i primi interventi dell’ing. Migliorino scongiurando la chiusura della rete e avviando la manutenzione dove serviva”.
“Uno slancio che sembra essersi esaurito”
L’esponente di Forza Italia sottolinea inoltre: “Purtroppo quello slancio sembra essersi esaurito, ragion per cui oggi è forse il momento di voltare pagina. Bene ha fatto il presidente Schifani a ricordare che, sulla rete autostradale dell’Ente, gravano carenze manutentive e ritardi negli investimenti che risalgono a diversi decenni. Carenze di cui, oggi, lo stesso Cas credo non sia nelle condizioni di farsi carico. Sia Roma, allora, ad attuare la cura da cavallo necessaria per restituire autostrade adeguate e sicure ai siciliani”.
“Subito 12 milioni di euro per interventi programmati”
Il nodo è emerso dalla nota del 14 settembre scorso, firmata dal direttore generale del Consorzio, Calogero Franco Fazio, e richiamata dal deputato regionale di Sud chiama Nord Pippo Lombardo durante l’esame delle variazioni di bilancio in IV Commissione dell’Assemblea regionale siciliana.
L’attenzione è sugli interventi urgenti di mitigazione del rischio sulla rete autostradale, per i quali è prevista una necessità finanziaria complessiva di 32,5 milioni di euro. Il Consorzio ha sollecitato l’attivazione della copertura finanziaria e chiesto l’”immediata assegnazione” di almeno 12 milioni di euro, necessari per finanziare i primi interventi già programmati e consentire l’avvio dei lavori entro il termine indicato nella relazione ministeriale.
“Rischio concreto interdizione al traffico”
È però il passaggio finale della nota a delineare lo scenario più delicato. Il direttore generale del Cas avverte infatti che, in caso di mancato rispetto delle prescrizioni, “sussiste il concreto rischio di una totale interdizione al traffico delle infrastrutture“, con conseguenze che lo stesso documento indica come rilevanti anche sul piano economico e finanziario per la Sicilia. Un contenuto che ha spinto Lombardo a tornare sulla questione, ricordando di avere già sollevato oltre un mese fa il tema del rischio legato alla concessione del Cas.
Aricò assicura: “Le risorse ci sono”
“Nessun tratto autostradale sarà sottoposto a chiusura e sono già state reperite le risorse per finanziare i lavori necessari sollecitati dal ministero delle Infrastrutture”. Dichiarò l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, in merito all’allarme sollevato sulla necessità di interventi di mitigazione del rischio sulle autostrade Palermo-Messina e Messina-Catania.
“Reperiti 32,5 milioni, non ci sarà nessuna interdizione al traffico”
“Come ho già illustrato martedì scorso durante l’audizione in commissione Trasporti all’Ars – chiarisce Aricò – il governo regionale ha lavorato per trovare una soluzione in tempi rapidi a quanto richiesto dal Mit, lo scorso 4 settembre, al Consorzio autostrade siciliane. Sono stati, infatti, reperiti i 32,5 milioni necessari attingendo ai fondi residui del Programma operativo complementare. Oltre a questi, sono stati messi a disposizione altri due milioni dell’assessorato regionale delle Infrastrutture per i lavori di somma urgenza. Mi sento, dunque, di rassicurare i siciliani: le due autostrade non subiranno alcuna interdizione al traffico“.
L’ultimatum del Mit, Schifani: “Incontrerò Aricò per fare il punto”
L’ultimatum imposto dal Mit al Consorzio autostrade siciliane e alla Regione, scadrà il 3 ottobre. Per quella data dovranno essere attivati gli interventi urgenti di mitigazione del rischio sulle tratte Palermo–Messina e Messina–Catania, giudicate insicure. Il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, nei giorni scorsi durante un Evento dell’Agesci, ha sottolineato: “Incontrerò l’assessore Aricò per fare il punto, perché, così come ho chiesto all’inizio di questa legislatura a Matteo Salvini di nominarmi commissario della A19 per aiutarlo a velocizzare i cantieri e sto facendo la figura del fustigatore nei confronti delle imprese che rallentano, non vi è dubbio che intervenire sulla Palermo–Messina, che invece è della Regione, è un atto dovuto da parte mia”.
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