Dal Ministero nessuna soluzione, autotrasportatori pronti a fermare l'Italia

Dal Ministero nessuna soluzione, autotrasportatori pronti a fermare l’Italia

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Dal Ministero nessuna soluzione, autotrasportatori pronti a fermare l’Italia

Antonino Lo Re  |
giovedì 17 Febbraio 2022 - 18:00

A QdS.it è intervenuta Maria Giovanna Termini, presidente di FAI Sicilia, Federazione degli Autotrasportatori Italiani, che ha fatto il punto sul vertice fallito con il viceministro Bellanova

Gli autotrasportatori sono pronti a bloccare l’Italia. E’ fallito il vertice tra i rappresentanti di categoria e il ministero delle Infrastrutture, dove era presente il viceministro Teresa Bellanova.

“Nella riunione di oggi non è stata compresa quella che è la gravità della situazione – spiega ai microfoni di QdS.it Maria Giovanna Termini, presidente di FAI Sicilia, la Federazione degli Autotrasportatori Italiani-. Per la giornata di lunedì è stata convocata una riunione tra tutte le associazioni per decidere sul da farsi. Questa condizione di enorme difficoltà è stata presa sotto gamba”.

Chi può fermarsi subito

Un stato di agitazione non indifferente e c’è già chi potrebbe decidere di stoppare i trasporti. “Gli animi non si sono placati, spiega Termini – non escludiamo che gruppi di autotrasportatori possano autonomamente fermarsi. Il sentore è questo. Noi aderenti alle sigle nazionali, se vogliamo attuare un fermo, abbiamo delle regole da seguire e dunque comunicarlo alle autorità competenti. Non possiamo interrompere dall’oggi al domani, ma dobbiamo garantire i servizi essenziali. Servono almeno 15 giorni di preavviso“.

Le richieste degli autotrasportatori

Tramite i vari rappresentanti nazioni gli autotrasportatori hanno avanzato delle richieste che non sono state assecondate, come il raddoppio del contributo per il carburante e aiuti per abbattere il costo dei biglietti sulle navi. “Tempo fa abbiamo chiesto – aggiunge il presidente di FAI Sicilia- l’istituzione di un tavolo di regole per definire anche normative su questioni di carattere tecnico. Per quanto riguarda questa emergenza ci aspettavamo che il viceministro si presentasse con qualche soluzione concreta e immediata. Le accise non si possono toccare. Il trasporto di ortofrutta non si può rincarare del 30%, gli agricoltori sono già sul piede di guerra“.

Le conseguenze più gravi

Nell’eventualità di un fermo dei trasporti, potrebbero verificarsi gravi disagi secondo Giovanna Termini. “Purtroppo se dovesse iniziare, – conclude – diventerà una situazione incontrollabile. C’è un malcontento sociale incredibile, con le famiglie che hanno a che fare con gli aumenti delle bollette e non solo. Lasciare che le cose prendano il loro corso è molto rischioso. Ripeto, dal governo non hanno capito la gravità della situazione”.

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