Home » Province » Catania » La protesta degli autotrasportatori e la psicosi per i rifornimenti a rischio, Bella: “Vi spiego la situazione”

La protesta degli autotrasportatori e la psicosi per i rifornimenti a rischio, Bella: “Vi spiego la situazione”

La protesta degli autotrasportatori e la psicosi per i rifornimenti a rischio, Bella: “Vi spiego la situazione”

Il portavoce Salvatore Bella: “Noi siamo fermi nei nostri piazzali, non andiamo a scaricare le navi”. 

La protesta degli autotrasportatori siciliani va avanti, ma non si tradurrà in un blocco della circolazione delle merci né, almeno allo stato attuale, in un rischio immediato per l’approvvigionamento dell’isola. 

È questo il messaggio mandato dalla nuova darsena del porto di Catania, all’interno degli spazi della Grimaldi Lines, dal Comitato Trasportatori Siciliani, che ha spiegato le ragioni della propria mobilitazione e ha provato a rassicurare cittadini e operatori economici.

In Sicilia sciopero degli autotrasportatori. Il portavoce Salvatore Bella: “Una protesta pacifica”

A intervenire è stato il portavoce Salvatore Bella. “È una protesta pacifica, non facciamo blocchi stradali, non facciamo presìdi, quindi c’è la libera circolazione. Possono passare i carburanti, possono passare tutte le merci. Noi siamo fermi nei nostri piazzali, non andiamo a scaricare le navi”. 

La precisazione arriva in un clima che, soprattutto nell’area etnea, si è fatto progressivamente più teso. Nel giro di due giorni, infatti, molti cittadini hanno riempito i serbatoi e fatto scorte per paura di possibili interruzioni nei rifornimenti. Un comportamento dettato dalla preoccupazione, ma che, alla luce di quanto dichiarato dal Comitato, non sembrerebbe trovare conferma nei fatti almeno in questa fase della protesta.

Se i carburanti e le merci possono continuare a passare, i mezzi delle società di autotrasporto che aderiscono al Comitato resteranno fermi nel porto etneo, senza scaricare merce. “Ci fermiamo perché non possiamo più andare avanti con il costo della polizza d’imbarco, che ormai ha raggiunto seicento euro in più rispetto a quanto era prima. Non siamo più nelle condizioni di viaggiare”.

Quanto ai tempi, il Comitato ha fissato per ora un primo orizzonte. “La protesta durerà fino al giorno 18, ma se non ci saranno risposte dal Governo, ci fermeremo ad oltranza”. 

Il punto sull’intervento della Regione

Nel corso della conferenza stampa, Bella ha anche riconosciuto l’intervento della Regione Sicilina, pur giudicandolo non sufficiente. 

“Apprezziamo quello che ha fatto la Regione Sicilia, il presidente dell’ARS Galvagno, che ieri ci ha convocato offrendoci un pacchetto che, tra l’altro, si sarebbe dovuto dividere insieme ad agricoltori e pescatori, un pacchetto di venticinque milioni di euro da poter utilizzare per contribuire ad abbassare il costo del biglietto della nave. Però non ci bastano, a noi servono cento milioni l’anno per quello che rappresentiamo”.

Quote ETS, il loro impatto e il confronto con Roma e ministero delle Infrastrutture

Da qui anche il richiamo alle quote ETS e al loro impatto contraddittorio sull’attività di trasporto, che ha creato peroʻ un ‘tesoretto’. 

“Tra l’altro, sono somme che già ci sono, perché paghiamo le quote ETS, cioè le quote che pagano gli armatori per non inquinare il Mediterraneo e che poi loro puntualmente ribaltano su di noi autotrasportatori sotto forma di costo della polizza d’imbarco. Abbiamo chiesto a Salvini di utilizzarlo per gli autotrasportatori siciliani e sardi, perché sono soldi nostri, soldi che abbiamo pagato noi”. Resta infine aperto il nodo del confronto con Roma e il ministero delle Infrastrutture. “Noi, ad oggi, non abbiamo ricevuto nessuna convocazione. Ci hanno chiamato solo lunedì dicendo che c’era una possibilità, ma la convocazione l’hanno fatta per le associazioni nazionali. Noi non c’entriamo niente, perché non diamo associati a loro”.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram