Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Autovelox, si può fare ricorso in alcuni casi: ecco quali. E il Governo studia il decreto per la stretta

Autovelox, si può fare ricorso in alcuni casi: ecco quali. E il Governo studia il decreto per la stretta

Autovelox, si può fare ricorso in alcuni casi: ecco quali. E il Governo studia il decreto per la stretta

In tal senso, tra polemiche storiche e le continue sanzioni, sembra adesso ormai imminente una nuova svolta sul caso, con un’altra normativa del governo.

Ormai da tanto tempo, quello sugli autovelox resta uno dei temi più discussi in Italia, con omologazioni mai realmente svolte (a volte) che rendono nulle le multe emessa dallo strumento. In tal senso, tra polemiche storiche e le continue sanzioni, sembra adesso ormai imminente una nuova svolta sul caso, con un’altra normativa del governo.

Un decreto che dovrebbe essere varato a breve stabilirà infatti nuove normative di legge sulla regolazione degli autovelox e le sue multe, ma intanto una regola resta di vitale conoscenza: se il dispositivo autovelox che ha emesso la multa non risulta nell’elenco ufficiale del ministero, dunque non è in realtà “regolare”, si può fare ricorso in quanto la sanzione è invalida. E, come evidenziato dagli ultimi dati del caso, alcune stime parlano di autovelox non omologati in circa 11k unità in tutta Italia, con l’elenco ufficiale dello Stato che ne conta soli 3.800. Un vero e proprio paradosso, un caos che nelle ultime settimane aumenta di casi e sanzioni.

Si lavora al decreto sugli autovelox. Tutte le novità in programma: si punta alla totale regolamentazione, a rischio i dispositivi di dieci anni

Detto del nuovo decreto in arrivo per gli autovelox, questo punterà di fatto a regolarizzare la faccenda una volta per tutte. Secondo quanto emerso, ad oggi poco più di mille apparecchi in Italia rispettano i requisiti per l’omologazione da avere necessariamente una volta attuato il nuovo decreto, dunque serve velocizzare i tempi per essere tutto regolare. Il nuovo decreto, che è lo stesso del marzo dello scorso anno (poi ritirato) dovrebbe dunque dare il via libera alla regolarizzazione di numerosi apparecchi. Tuti quelli che sono stati approvati dal 2017 in poi dovrebbero essere considerati come omologati in automatico, con una vera e propria “sanatoria” per i dispositivi più nuovi.

In caso contrario, ovvero con gli strumenti vecchi di dieci anni, questi sarebbero a rischio irregolarità. Da capire quindi se questi verranno spenti nell’immediato o se ci sarà un periodo di transizione per ovviare alle soluzioni. Con il nuovo decreto in arrivo, anche questi aspetti verranno sciolti definitivamente, o almeno questo è lo scopo del governo.

Come riconoscere gli autovelox non a norma e come presentare reclamo

Come riconoscere l’autovelox non omologato? E nel caso, come presentare un regolare ricorso? In caso di sanzione per l’alta velocità, bisogna considerare due fattori: l’invio della sanzione, entro 90 giorni di tempo, e i dati precisi che vengono riportati. Oltre a luogo, data e orario infatti, la multa riporta anche la modalità di infrazione di eccesso della velocità. In caso di autovelox, deve essere presente nella sanzione anche il numero di matricola e l’eventuale omologazione. Ed è qui che può scattare la verifica.

Se lo strumento indicato dalla multa, quindi l’apparecchio che ha emesso il verbale, non fosse nell’elenco del ministero dei trasporti, ecco che si può procedere a ricorso. Se invece risulta essere omologato, la multa dovrà ovviamente essere pagata come è giusto che sia, a patto che l’apparecchio non sia troppo datato. Se supera il limite del 2017 infatti, andando a scendere, questo potrebbe essere “troppo vecchio” e quindi non a norma con le omologazioni attuali dettate dalle tecnologie del tempo.

Quando presentare il reclamo? Entro e non oltre i 60 giorni di tempo. Inoltre, elemento essenziale, il ricorso si può esercitare solo se non si è pagata la sanzione. Appena verrà pagata infatti, tutto verrà automaticamente regolarizzato senza nessuna possibilità di appello.