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Ballottaggi, il campo largo sfiora il triplete: Centrodestra ko ad Agrigento e a Bronte

Ballottaggi, il campo largo sfiora il triplete: Centrodestra ko ad Agrigento e a Bronte

Eletti sindaci Sodano e Gullotta, sostenuti dall’ala progressista. La sinistra manca l’obiettivo solo a Ispica, dove la fascia tricolore va a Muraglie. La Vardera: “Avviso di sfratto a Schifani”

PALERMO – La differenza ad Agrigento è stata tanto marcata che già prima delle 16 il candidato di Controcorrente rilasciava interveste da nuovo sindaco della Città dei Templi. Tutti gli occhi erano puntati, tra i tre Comuni al ballottaggio, alla sfida dell’unico capoluogo di provincia che oggi potrebbe aver conclamato il crollo del centrodestra siciliano. La scissione all’interno della coalizione aveva già determinato il vantaggio di Michele Sodano, ex Movimento 5 Stelle, candidato di Ismaele La Vardera sostenuto dal Partito democratico, da Casa riformista e dagli stessi ex compagni pentastellati, ma senza il simbolo. In qualche modo, Michele Sodano è stato sostenuto anche dagli avversari che, dal canto loro, hanno fatto di tutto per perdere.

L’inchiesta Cefpas ha penalizzato Alonge

L’ultimo colpo, quello ferale, lo ha probabilmente inferto Riccardo Gallo. Il deputato di Forza Italia all’Ars, agrigentino anche se nato in Uruguay, travolto dall’inchiesta della magistratura sul Cefpas di Caltanissetta con l’accusa di corruzione, è stato probabilmente determinante per la disfatta del candidato Dino Alonge. “Riccardo Gallo mi ha comunicato la decisione di autosospendersi dagli incarichi di partito ricoperti ad Agrigento, così come aveva già fatto Michele Mancuso a Caltanissetta”, ha comunicato il commissario di Forza Italia in Sicilia, Nino Minardo. Forse troppo tardi. Alle quattro del pomeriggio Michele Sodano aveva già superato il 70% dei voti nel ballottaggio contro Dino Alonge e il centrodestra aveva quindi già incassato un sonoro schiaffo in quella che fu la roccaforte di Totò Cuffaro, Roberto Di Mauro – del quale era espressione la candidatura di Alonge – e di Riccardo Gallo.

A Bronte il risultato meno scontato

Se ad Agrigento potrà aver influito in modo negativo il caso Gallo-Cefpas, meno prevedibile è stato il risultato negli altri Comuni al ballottaggio. A Bronte, in provincia di Catania, forse il risultato meno scontato. Considerata da molti la baronia di Pino Firrarello e del genero e candidato sindaco, il senatore Giuseppe Castiglione, a vincere il secondo turno è stato “l’avvocato di strada” Giuseppe Gullotta con oltre il 63% dei voti. A Ispica invece, in provincia di Ragusa, riesce a spuntarla Pierenzo Muraglie, candidato sostenuto dal deputato regionale democristiano ed ex sindaco di Modica Ignazio Abbate, che ribalta le prime stime in fase di spoglio e conquista oltre il 56% delle preferenze. Un risultato positivo su tre, una disfatta in generale per il centrodestra in questa tornata elettorale che ha coinvolto 71 su 391 comuni siciliani.

Compleanno speciale per La Vardera

Un compleanno incredibile per Ismaele La Vardera che il giorno in cui ha spento 33 candeline si è emozionato, fino alle lacrime, per il regalo che ha ricevuto dagli elettori in due dei tre Comuni al ballottaggio. “Non potevo ricevere regalo migliore per il mio compleanno”, ha detto il festeggiato leader i di Controcorrente appena ricevuta la conferma della vittoria di Sodano e Gullotta. “Abbiamo dimostrato che i cittadini hanno voglia di cambiamento – ha affermato La Vardera – e quando vogliono sanno scegliere bene. Ora iniziamo la nostra azione di governo in due città strategiche. Da oggi parte la nostra storia, da qui parte la liberazione della Sicilia. È un chiaro avviso di sfratto al governo Schifani, ad Agrigento un modello di governo da esportare anche per le prossime regionali”.

Nuccio Di Paola: “Servono pulizia e capacità amministrativa”

Il messaggio è comune, quasi identico per il campo progressista che ha trovato in queste elezioni amministrative forza e ottimismo. “Basta scandali, servono pulizia e capacità amministrativa – ha detto il coordinatore regionale M5s Nuccio Di Paola – e il campo alternativo incarna pienamente questi valori. Il centrodestra travolto dagli scandali è ormai sgretolato. Ora più che mai il campo progressista è pronto a mandare a casa Schifani e governare la Regione”. Per il collega deputato Ars Angelo Cambiano, ex sindaco di Licata, “Agrigento sceglie il futuro”. Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars, “il risultato di Michele Sodano, nuovo sindaco di Agrigento, rappresenta un successo dal valore straordinario”, e ha aggiunto: “Adesso dobbiamo guardare avanti e continuare a costruire un percorso che metta insieme le forze politiche e le energie che, con noi, vogliono liberare la Sicilia dai disastri di questo centrodestra”.

Barbagallo: “Il Centrodestra adesso governa 4 comuni che sono andati al voto, una Waterloo”

Caustica l’analisi del segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo: “Quindici giorni fa il centrodestra in Sicilia governava 11 comuni al voto con il sistema proporzionale. Oggi, a urne chiuse dopo i ballottaggi, ne governa solo 4. Una vera e propria Waterloo, di proporzioni epocali. La vittoria, oggi, del campo largo ad Agrigento, devastata da scandali, lotte di potere e indagini per corruzione, rappresenta un vero e proprio avviso di sfratto nei confronti di Schifani e del centrodestra”. Adesso, secondo Barbagallo, “occorre accelerare il processo costituente di un’alleanza e di un programma che sia in grado di liberare tutta la Sicilia da un sistema criminogeno che ha razziato la nostra regione”.

Se ad Agrigento ha vinto Sodano e a Bronte l’ha spuntata l’avvocato Giuseppe Gullotta – “proprio come Davide contro Golia” ha affermato La Vardera – dalle parti del centrodestra adesso si attende il fragoroso rumore del silenzio in attesa di un ritiro da resa dei conti interna. Persi 7 comuni da sistema proporzionale su 11 dopo aver perso – il centrodestra – marcatamente in Sicilia il referendum sulla riforma Nordio, persi inoltre altri parlamentari all’Ars dopo aver collezionato più Caporetto che riforme legislative, la coalizione di maggioranza esce con le ossa rotte su ogni banco di prova e la leadership di Renato Schifani è adesso più che mai messa in seria discussione.

Tanto che per recuperare voti utili all’Ars potrebbe adesso rendersi indispensabile il contributo di Cateno De Luca. Tre voti per compensare almeno gli ultimi due deputati forzisti costretti all’abbandono dalla magistratura: Michele Mancuso e Riccardo Gallo. Supplenza che non risolverebbe comunque i conflitti interni a Forza Italia né quelli di coalizione tra l’asse Lega-Dc e il Mpa di Raffaele Lombardo. Nel corso della settimana si terrà il duro confronto in maggioranza per una decisione sul futuro del centrodestra in Sicilia fortemente indebolito.

Intanto, con festa per la vittoria ad Agrigento presso il comitato elettorale di Controcorrente – a buon auspicio in viale della Vittoria – che vale quale coro di sfida per tutta la Sicilia, eletto sindaco Michele Sodano ha definito il giorno della vittoria come “un nuovo giorno per Agrigento” perché “ricominciamo finalmente a sognare e ad essere orgogliosi”. Il Davide contro Golia avvocato di strada Giuseppe Gullotta, da Bronte, ha invece parlato di amore per la sua città e per i suoi concittadini affermando che “chi soffre per amore non sente mai dolore perché è una cosa che si fa col cuore, con slancio, con generosità”.

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