Bando See Sicily, "un fallimento, ora servono contributi a fondo perduto” - QdS

Bando See Sicily, “un fallimento, ora servono contributi a fondo perduto”

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Bando See Sicily, “un fallimento, ora servono contributi a fondo perduto”

venerdì 18 Dicembre 2020 - 09:57
Bando See Sicily, “un fallimento, ora servono contributi a fondo perduto”

“lo ha riconosciuto anche lo stesso assessore regionale al Turismo, Manlio Messina" ha sottolineato Siracusano, responsabile Turismo del Pd. Per il segretario regionale dem, Barbagallo servono "fondi alle strutture ricettive per la prossima stagione"




“Il bando regionale ‘See Sicily’ è stato un fallimento. Doveva servire ad aiutare le imprese turistiche in questo momento drammatico ma così non è stato. Al Governo regionale chiediamo che le somme non utilizzate per la misura, adeguatamente rimpinguate, siano destinate alle strutture ricettive nella forma di contributo a fondo perduto e che questo sia proporzionale alla riduzione di fatturato nell’anno 2020”. Lo dice il segretario regionale del Partito Democratico siciliano, Anthony Barbagallo.

“Solo tale strumento sarebbe in grado di dare ossigeno agli operatori, attraverso l’erogazione di risorse vere da utilizzare anche per affrontare – prosegue Barbagallo – la prossima stagione turistica, che si prospetta ancora più incerta. Con questa prospettiva il Partito Democratico è pronto come sempre a fare la sua parte nell’esclusivo interesse delle aziende siciliane”.

Che il bando sia stato un fallimento non è un segreto: “lo ha riconosciuto anche lo stesso assessore regionale al Turismo, Manlio Messina – dice Giuseppe Siracusano, responsabile del Dipartimento Turismo e Isole minori del Pd Sicilia – che dopo aver presentato il progetto come risolutivo, ha ammesso che solo un’azienda su dieci vi ha partecipato”.

“Difficoltà di accesso alla piattaforma – aggiunge – , procedura poco comprensibile ed obbligo della regolarità contributiva non sono però le sole ragioni del fallimento. Lo strumento è stato elaborato in modo raffazzonato, con indicazioni e prospettive poco chiare e non è stato in alcun modo tarato sulle diverse realtà di un settore che in Sicilia è estremamente eterogeneo”.

Emerge infatti che che l’adesione è stata maggiore tra le grandi strutture penalizzando, ancora una volta, le migliaia di piccole realtà ricettive, spesso a conduzione familiare, che rappresentano però l’ossatura del “sistema turismo” in Sicilia: ”migliaia di aziende rimarranno ancora una volta da sole a fronteggiare la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi, senza alcun sostegno – conclude Siracusano – da parte del Governo regionale che sembra non rendersi conto della gravità della situazione”.

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