Caso Mirabella, le intercettazioni dell'ex assessora nell'ordinanza del gip

Caso Mirabella, le intercettazioni dell’ex assessora nell’ordinanza del gip

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Caso Mirabella, le intercettazioni dell’ex assessora nell’ordinanza del gip

Giuseppe Bonaccorsi  |
venerdì 23 Settembre 2022 - 12:04

Secondo la Procura dalle intercettazioni si conferma l’attivismo di Mirabella nella sua veste di assessore nel favorire il congresso della Chirurgia tramite compenso per la società della quale è socia

“Salvo hai parlato con… Salvo ti prego!”. È un passaggio delle intercettazioni riportate nell’ordinanza n.7518 dell’ufficio del Gip, su richiesta della Procura di Catania, che ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex assessora del Comune di Catania, Barbara Mirabella (candidata all’Ars nelle file di Fdl), e la misura di interdizione dal lavoro per due persone, tra cui l’ex rettore di Catania, Francesco Basile, attuale direttore della Uoc, della clinica chirurgica dell’Aou del Policlinico Rodolico in merito all’organizzazione del congresso italiano della Chirurgia che si è tenuto alle Ciminiere.

Caso Mirabella, le accuse

Lo stralcio si riferisce a un appello che Mirabella fa nei confronti dell’ex sindaco di Catania, Salvo Pogliese (non coinvolto nell’inchiesta) affinché acceleri l’emanazione del decreto relativo alla promozione del turismo congressuale, con una scontistica del 50% da parte della Città metropolitana per favorire il congresso nazionale della Chirurgia italiana organizzato dal prof. Basile attraverso la società “New congress”.

Secondo la Procura, Mirabella, anche ne suo ruolo istituzionale, avrebbe seguito l’iter per ottenere in cambio un contributo (per alcuni servizi aggiuntivi) che poi è stato quantificato in 10mila euro versati alla società di organizzazione di eventi della quale l’ex assessora è socia, la “Expo srl”.

In questo contesto le intercettazioni evidenziano molti passaggi in cui la organizzatrice della “New congress” cerca di evitare di concedere alla Mirabella il contributo richiesto che in un primo tempo era di 15mila euro, perché ritenuto molto esoso rispetto ai parametri. “Guarda Barbara – commenta l’organizzatrice – ci sono la maggior parte delle cose che mi hai elencato le faccio io, quindi è un po’ impensabile dare 15mila euro a te se io non so se ne guadagno neanche 10”.

“Io sto cercando di risolvere le Ciminiere…”

Di rimando Mirabella rispondeva alla sua interlocutrice spendendo – secondo quanto riportato nell’ordinanza – espressamente la funzione pubblica da lei ricoperta: “Sabrina io intanto sto cercando di risolvere le Ciminiere perché altrimenti a voi salta il congresso…”

“Alla fine il risparmio se lo mangia lei”

Il 10 maggio del 2021 l’organizzatrice del congresso si lamenta ancora, stavolta con un collega, per la richiesta esosa della Mirabella per aver aumentato le voci di importi inutili esclusivamente per ricavarne un profitto personale: “Però capito non è un… col suo risparmio, che può essere la metà delle Ciminiere, che ci fa pagare alla fine quello… se lo mangia lei… ma poi vedi i preventivi che fa? Continua a mettere voci inutili…”.

L’11 maggio Mirabella si lamenta con un co-titolare della società organizzatrice del congresso, dichiarandosi delusa per le difficoltà incontrate con la titolare per chiudere l’accordo, vantando – secondo la Procura – il particolare attivismo dell’amministrazione comunale per consentire la realizzazione della manifestazione. ”Noi lavoriamo per avere questo progetto che riguarda tutti voi da un anno e mezzo, non da un giorno… lavoriamo come città, ci ha lavorato il sindaco, il sindaco sta facendo delle cose molto particolari per consentire di fare questo congresso”.

“Le cose che mi sono sentita dire oggi non sono felici!”. Inoltre – sempre secondo gli inquirenti – l’ex assessora rivendicava il proprio ruolo centrale per evitare ritardi nella sistemazione dei locali del centro fieristico Le Ciminiere per fare in modo che gli sconti promessi dall’amministrazione si concretizzassero in tempo utile per evitare qualsiasi intoppo burocratico.

L’incontro tra Mirabella e Basile

Il 19 maggio, viste le polemiche, la Mirabella si reca al Policlinico per incontrare il prof. Francesco Basile rimarcando – sempre secondo la Procura – il proprio impegno politico che aveva permesso l’emanazione dell’atto di indirizzo che estendeva lo sconto del 50% a tutte le sale del sistema fieristico oltre a persuadere il sindaco a stabilire un capitolo di spesa destinato a una parziale ristrutturazione del centro fieristico.

”Poi lunedì scorso – spiega la Mirabella a Basile – ha firmato (il sindaco, ndr) un atto di indirizzo che vi mostro…che modifica ulteriormente in positivo… per venire incontro alle esigenze di questo settore e quindi ha ulteriormente ampliato la scontistica e quindi voi sarete ufficialmente il primo congresso  vero che indica uno sconto del 50% per tutte le sale che prima non era previsto…”.

I termini effettivi delle problematiche in campo venivano poi ricostruite da Basile alla Mirabella, che nel respingere la rinuncia della organizzatrice della “New congress” alla collaborazione della Mirabella stigmatizzava sull’operato della manager sostenendo che quest’ultima non aveva inteso il fondamentale contributo dell’assessore, grazie alla quale erano state raggiunte agevolazioni determinanti e funzionanti al congresso. ”Sì Barbara, ma non va bene così… il problema è che questi devono capire come si devono comportare…”.

Il giorno dopo la titolare della “New congress”, conversando con un collaboratore, qualificava i termini di quella che definiva ‘tangente’ per l’affidamento di inutili servizi alla società facente riferimento alla Mirabella. “Dobbiamo combattere con i denti, noi dobbiamo farla cuocere nel suo brodo in questo senso, deve essere talmente evidente a loro che è una tangente, che dobbiamo pagare questa, capito?”.

“L’assessore è una risorsa”

Il 24 maggio la manager organizzatrice si reca a Catania a parlare col prof. Basile che le risponde. “Allora con Barbara com’è la situazione”, commenta Basile, aggiungendo poi più avanti, insistendo sulla indispensabilità dell’assessore Mirabella.

E alla sua interlocutrice, che rispondeva ribadendo che la somma richiesta dall’assessora era esorbitante: “No, non è vero. Comunque vada il suo compenso… vuole 15mila euro! Secondo me se li merita tutti perché tu vedrai, non lo vedi magari oggi, ma nei giorni del congresso”, aggiungendo a fronte delle ulteriori obiezioni della interlocutrice: ”Barbara è un assessore…”, spiegando che si trattava di “una risorsa.

“Se non fosse una risorsa – puntualizzava – consideriamolo un costo! E vabbè, daglieli questi 15mila euro…”, facendo capire che era proprio la messa a disposizione della funzione assessoriale della Mirabella ciò che effettivamente si pagava.

Il giorno successivo la manager parlando con un collega esclamava, riferendosi a quanto consigliatole del prof. Basile: ”Mi ha detto… tu la devi vedere come un costo del congresso. Vedila così, cerca di sfruttarla al massimo. Sfrutta tutto quello che puoi sfruttare perché lei è politica e a Catania la politica è fondamentale…”.

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