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Bce, Lagarde esclude ritorno in politica, “il populismo sta crescendo”

Bce, Lagarde esclude ritorno in politica, “il populismo sta crescendo”

Intervista a Bloomberg. Non menziona le polemiche su sua retribuzione

Roma, 9 gen. (askanews) – La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde esclude di tornare in politica, in particolare per le elezioni presidenziali in Francia. “No, non penso”, ha risposto ad una domanda su questo tema in una intervista a Bloomberg trasmessa questa mattina. “Ho visto presidenti andare e venire, li ho visti invecchiare e cambiare e direi che ‘si fa troppo tardi’, ha scherzato usando una espressione inglese (“va oltre i miei orari per andare a dormire”).

“Sono qui e ora. Ma la questione chiave è che ho sempre assunto dei rischi, non ho mai assicurato la mia posizione, il mio futuro, la mia pensione: no – ha detto – a volte devi semplicemente lanciarti”.

Nell’intervista non sono state poste a Lagarde domande sulle recenti polemiche in merito alla sua retribuzione. Secondo una ricostruzione del Financial Times è del 50% superiore a quanto riportato dall’istituzione (726.000 euro nel 2024, circa quattro volte quello che guadagna il suo omologo statunitense Jerome Powell, presidente della Federal Reserve). Lagarde per parte sua non ha fatto menzione del tema.

Ha invece parlato del “populismo”. “Il populismo sta certamente crescendo e in molti paesi abbiamo leader populisti, a destra e a sinistra, che perseguono l’obiettivo facile, il ragionamento facile e il voto facile”, ha detto.

Sui processi decisionali nella Unione europea, “la bellezza dell’Europa è anche il flagello dell’Europa. La bellezza di essere insieme, di essere tolleranti, di rispettare i diversi punti di vista, di elaborare il consenso e muoversi piano, rispettando le fondamenta democratiche, e di tenere tutto questo assieme: questa è la bellezza. Ma se devi mantenere tutto questo e prendere decisioni molto rapide – ha detto – e attuarle, e fare dei cambiamenti, è difficile”.

Quanto alla indipendenza della Bce e delle banche centrali in generale, “penso che dobbiamo guadagnarci quella indipendenza e che dobbiamo essere pronti a renderne conto, ma questa indipendenza è cruciale per assicurare che queste decisioni siano il più possibile non di parte e determinate dalle analisi macroeconomiche e dalle previsioni di quello che faranno le politiche”.

“Alla Bce siamo privilegiati, nel senso che l’indipendenza è sancita nei Trattati europei. Non ho mai ricevuto una telefonata da nessuno dei leader in Europa – ha riferito ancora Lagarde – perché sanno che non possono farlo e non penso” che questo principio di autonomia sia stabilito in maniera così netta “negli Usa, o in Gran Bretagna o in altri paesi”.