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Bce, lunedì Eurogruppo sulla presidenza, gara a due De Cos-Knot

Bce, lunedì Eurogruppo sulla presidenza, gara a due De Cos-Knot

Non sono emersi altri candidati

Roma, 6 nov. (askanews) – Si va subito in finale nella corsa per la successione a Christine Lagarde alla presidenza della Banca centrale europea. Allo scadere del termine fissato per oggi, solo i due candidati che erano stati già manifestati risultano in campo: lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos, già governatore della Banca di Spagna e attuale direttore della Banca dei regolamenti internazionali, e l’olandese Klaas Knot, a sua volta ex governatore della banca centrale del Paese e ex presidente del Financial Stability Board.

Lo ha comunicato il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, precisando con un comunicato che il tema della scelta della nuova guida della Bce sarà all’ordine del giorno della riunione dei ministri delle Finanze di lunedì prossimo.

A questo punto, la partita potrebbe definirsi di fatto già in quella occasione. La procedura di nomina di presidente, vicepresidente e degli altri quattro componenti del Comitato esecutivo della Bce prevede infatti che le candidature vengano formalizzate dai Paesi che adottano l’euro, dato che i componenti di questo direttorio possono provenire unicamente da Stati Ue dell’area valutaria.

L’eurogruppo dei ministri delle Finanze si riunisce successivamente per concordare un candidato, che a livello di Ecofin viene poi trasmesso sotto forma di raccomandazione al Consiglio dei capi di Stato e di governo, per procedere alla nomina.

Preventivamente lo stesso Consiglio Ue deve consultare il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo della Bce, dove siedono tutti i governatori di banche centrali nazionali dell’area euro, che formulano i loro pareri. A quel punto il Consiglio europeo può deliberare la nomina con una maggioranza qualificata e rafforzata, che in questo caso essendo i Paesi che adottano l’euro 21 prevede almeno 16 Stati favorevoli che rappresentino il 65% della popolazione totale dell’area. La procedura è regolata dall’articolo 283 del Trattato di funzionamento dell’Unione europea.

Il tema della successione alla presidenza della Bce ha subito una accelerazione a seguito delle dimissioni annunciate da Lagarde il mese scorso. Ha detto di volersi defilare per potersi esprimere “liberamente” nel quadro attuale, senza il vincolo di neutralità cui è tenuto un banchiere centrale.

Una mossa con cui ha smentito il suo precedente impegno a non farsi da parte mentre il quadro restava problematico: Lagarde aveva ripetutamente affermato che “un capitano non abbandona la nave nella tempesta”. L’area euro si trova in una fase di rinnovata alta inflazione, tutt’altro che superata, a ottobre la crescita dei prezzi ha segnato una nuova accelerazione al 4%, esattamente il doppio del valore obiettivo della stessa Bce.

Le contestuali pressioni sui tassi dei titoli di Stato hanno sollevato ulteriori questioni su possibili reazioni della banca centrale.

La decisione di Lagarde potrebbe essere legata a considerazioni di natura politica. Da un lato fare in modo che sia l’attuale inquilino dell’Eliseo, Emmanuel Macron, ad avere voce in capitolo sulla nuova presidenza, piuttosto che un successore che potrebbe essere espressione del Front National. Aspetti mai confermati dalla stessa presidente uscente, che comunque risulterebbero attrito con i principi di indipendenza e autonomia dalla politica dell’istituzione.